martedì 28 giugno 2011

Emergenza rifiuti: nel '95 era Milano ad affogare fra i rifiuti

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Fatti di cronaca che sicuramente non conosceranno i più giovani, ma che dovrebbero far sorgere parecchie domande e riflessioni a chi ancora, dopo le evidenti infiltrazioni camorristiche nella crisi napoletana, ritiene che il Capoluogo campano debba risolvere da solo i propri problemi...

Correva l'anno 1995, la Capitale industriale del Bel Paese era amministrata dalla Lega Nord e Marco Formentini, al suo secondo anno da Sindaco, doveva affrontare una crisi pesantissima: quella dello smaltimento dei rifiuti. Allora Milano si appoggiava alla discarica di Cerro Maggiore, di proprietà di Paolo Berlusconi che, al centro delle polemiche, fu costretto a cedere poi parte delle quote di proprietà (il 50%) alla Simec, l'azienda che gestiva la discarica, e ad altre società. I problemi sono cominciati nel momento in cui Roberto Formigoni, già Presidente della Regione Lombardia, decise di prorogare di 18 mesi l'apertura della discarica di Cerro che invece doveva essere chiusa per volere dei Cittadini stessi, che ricevuta la notizia non si fecero intimidire, scesero in strada e bloccarono totalmente l'impianto.

Ciò che accadde dopo è facile da intuire: Milano non poteva smaltire i rifiuti e nel giro di poco sprofondò nell'emergenza. Si parla di almeno 20.000 tonnellate di immondizia sparse per le strade milanesi, metà delle quali situate nel piazzale attiguo alla municipalizzata dei rifiuti, nei pressi nell'Ospedale San Raffaele. L'immagine simbolo di quel periodo fu proprio via Olgettina stracolma di montagne di sacchi neri; non si può dire, 16 anni dopo, che la strada si sia completamente liberata dalla monnezza, anche se oggi è di altro genere...

Ciò che è curioso conoscere di questa storia è proprio la soluzione: Milano da sola non sarebbe mai riuscita a smaltire tutto il pattume presente nelle strade, nei vicoli e nelle piazze, quindi corse in aiuto dell'amministrazione Leghista un uomo che, allora, era Presidente dell'Emilia Romagna: Pier Luigi Bersani. Bersani comunicò che "In queste ore abbiamo sentito il dovere di rispondere all'appello del sindaco di Milano in ordine all'emergenza ambientale che la città sta vivendo. La Regione Emilia-Romagna ha condotto una ricognizione delle possibilità di smaltimento. In accordo con i Sindaci di Ravenna, di Ferrara e di Sogliano (Rimini), ho comunicato al Sindaco di Milano ed alla Regione Lombardia la disponibilità a una intesa per l'utilizzazione dei rispettivi impianti; questo al fine di risolvere nel più breve tempo possibile l'emergenza che investe la città di Milano".

Così in breve tempo l'assessore all'ambiente milanese firmò l'accordo che avrebbe permesso lo smaltimento di 9.000 tonnellate di rifiuti negli appositi siti di Ravenna, Ferrara e Forlì, verso cui viaggiarono mezzi carichi di immondizia per tutto il mese di Dicembre. Altri impianti che il Comune di Milano utilizzò per superare la crisi furono quelli di Trinitapoli (Foggia) e Gubbio (Perugia). Una collaborazione che vide ben tre regioni (di cui due del Meridione) accorrere in aiuto del capoluogo lombardo sommerso dai rifiuti come oggi lo è Napoli, una dimostrazione di solidarietà ed unità che dovrebbe insegnare molto.

Chissà se Calderoli, cercando in tutti i modi di fermare il Decreto che permetterebbe a De Magistris di ripulire la sua città, pensa mai a questa storia che ha riguardato proprio il suo partito, la Lega Nord, che allora amministrava da sola Milano.

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domenica 12 giugno 2011

Gli italiani al voto! Ma spuntano i primi tentativi di sabotaggio...


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Questa mattina alle ore otto gli italiani hanno cominciato la tanto attesa corsa al quorum: servono 25.332.487 voti e, secondo il Viminale, è alta la possibilità che l'affluenza raggiunga il 65%. Molti Cittadini non hanno voluto tardare di un solo minuto e già presidiavano i seggi all'apertura, pronti a dar sfogo alla propria mano armata di matita; non solo giovani, ma anche uomini e donne di una certa età, tutti pronti a rivendicare il proprio diritto al voto e, si spera, a crocettare quattro fantastici "SÌ".
I primi rilevamenti indicano la media di affluenza al voto sopra l'11%, con picchi di sedici punti percentuali in Emilia Romagna. Sebbene questo dato possa sembrare tutt'altro che rassicurante, l'agenzia ANSA riporta tale affermazione:
Qualunque sia stato il quesito referendario ed il tipo di referendum, la consultazione degli archivi del Viminale dice che quando la prima rilevazione dell'affluenza alle urne e' stata a due cifre, come nel caso di oggi, si e' sempre raggiunto il quorum. Che si sia votato in un solo giorno o in due giorni; che sia andati alle urne solo in Italia o che sia stata data opportunita' anche agli italiani all'estero; che la prima rilevazione sia stata fatta alle ore 11 o alle 12, il dato finale e' rimasto omogeneo: il quorum e' stato sempre superato.
ATTENZIONE! Non vuol dire che chi ancora non ha espresso il proprio voto sia autorizzato a starsene a casa ora! Siamo solamente all'inizio del cammino ed i seggi saranno aperti oggi sino alle 22.00 e domani dalle 7.00 alle 15.00.
Purtroppo giungono, anche se non confermate da fonti ufficiali, notizie di inviti via mail da parte del PDL a non astenersi più, vista l'alta probabilità del quorum, ma di sacrificare qualche minuto per andare a votare "NO" ed aiutare in questo modo la Coalizione. Ancor più grave è invece la denuncia di Vincenzo Maruccio, Segretario Regionale dell'IDV nel Lazio, che sosterrebbe l'esistenza di "diverse segnalazioni secondo le quali i presidenti di seggio non riconoscono ai rappresentanti dei vari comitati referendari il diritto di votare nel seggio nel quale prestano servizio, così come previsto dalla normativa"; sebbene questo starebbe accadendo solo nella città di Roma si tratta comunque di un fatto gravissimo che andrà verificato molto celermente e risolto altrettanto in fretta: votare è un diritto, oltre che un dovere!
Ancora in forse, inoltre, i voti degli italiani residenti in alcuni Paesi esteri che, sempre secondo fonti non confermate, non avrebbero nemmeno ricevuto le schede. Per non parlare del quesito sul nucleare, per il quale ancora non si sa se varranno i voti dei residenti all'estero... Non arrendiamoci comunque e riflettiamo sul fatto che, a maggior ragione, è indispensabile il voto di tutti!

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domenica 22 maggio 2011

venerdì 20 maggio 2011

Sto finendo la benza...

...e non ho soldi per farla oggi... Tutta colpa di Pisapia!

mercoledì 11 maggio 2011

La risposta di "Libera l'Informazione" alle parole di Berlusconi

Da un po' sto completamente ignorando il blog, ma questo lo riporto...


La risposta di "Libera l'Informazione" alle parole di Berlusconi

Ieri pomeriggio, tramite notizie flash e Facebook vi abbiamo riportato alcune affermazioni rilasciate dal Presidente Silvio Berlusconi tramite un video-messaggio su YouTube. Il filmato (potete visualizzarlo qui) dura poco meno di sette minuti e dovrebbe servire da supporto alle prossime elezioni milanesi, ma in realtà si trasforma nel solito miscuglio di fesserie di un vecchietto che, negli ultimi venti anni, altro non ha raccolto se non fallimenti.
È evidente che il Premier abbia dato il meglio di sé nell'elencare una serie di stupidaggini colossali, ma siamo abbastanza certi che i suoi elettori e, chissà, magari anche alcuni elettori della Lega, non vogliano scoprirsi dal paraocchi e intendano credere a tutte le cretinate comunicate nel video. A questo punto abbiamo pensato di provare a dare una contro-risposta almeno alle parti salienti del discorso di Silvio Berlusconi, nella speranza che queste righe vengano diffuse almeno quanto quel video in modo da soddisfare il - tanto sbandierato dal centro-destra - diritto di replica, o contraddittorio che dir si voglia.

Il discorso comincia con la presentazione delle elezioni amministrative, ma noi non ci soffermeremo sulle parole stese in merito al Comune di Milano (o agli altri Comuni interessati), perché solo chi vi abita sarebbe in grado di commentare ed argomentare degnamente; il Presidente parla direttamente all'ascoltatore, si esprime dando del tu, come parlasse ad un amico, scelta sicuramente discutibile, ma di poco rilievo in ciò che andremo ad affrontare...
La prima affermazione degna di nota è certamente questa: "Saremmo tutti meno liberi se la sinistra ritornasse al potere e mettesse in atto i programmi che essa stessa ha annunciato". Come commentare? Difficile farlo, se non chiedendosi come faccia a parlare così il leader di un partito che ha depositato una proposta di legge per eliminare la sovranità popolare, che vuole ritoccare quella voce della Costituzione che impedirebbe di ricostruire il disciolto partito fascista e che sta tentando di censurare i libri di scuola. Un uomo vicino a mafiosi come Marcello Dell'Utri o a dittatori come Mubarak e Gheddafi, un individuo a capo di un Governo che impedisce la libera informazione attraverso la TV pubblica circa i Referendum previsti nel Paese, che caccia dalle trasmissioni i personaggi scomodi, che reprime le manifestazioni popolari pacifiche con la forza, i manganelli ed i lacrimogeni. Insomma, potremmo proseguire all'infinito, rischieremmo di non finire più, quindi continuiamo nella visione del video-messaggio...

Il Presidente continua elencando una piccola lista di nuove tasse che, a suo dire, verrebbero introdotte dalla sinistra (ma ha ancora senso, in Italia e nel 2011, parlare di destra e sinistra?) se questa dovesse andare al Governo e qui sorge una domanda spontanea: davvero il Presidente del Consiglio dei Ministri non si è accorto di tutte le tasse introdotte o aumentate non dalla sinistra, ma proprio dal centro-destra? Davvero non si è accorto che con 10 euro non si riescono a raggiungere nemmeno i sette litri di benzina? Davvero non si è accorto degli aumenti dei costi dell'acqua, dei pedaggi autostradali, dei biglietti ferroviari, dei tabacchi, del canone Rai... Anche qui potrei andare avanti, dato che sono oltre venti le tasse nuove o aumentate dal Governo Berlusconi; ma proseguiamo...
 
Non manca di far riferimento anche alle frontiere, che verrebbero non aperte, ma addirittura spalancate dalla sinistra in modo da poter acquisire i voti degli extracomunitari giunti in Italia. Conclude questa parentesi vantandosi invece del lavoro dell'attuale Governo, che effettivamente si è dimostrato intellettualmente molto elevato: con proposte di fucilazioni dei barconi e rimpatri dei tunisini che lo stesso Berlusconi, parlando alla TV tunisina, aveva invitato a cercare lavoro nel Bel Paese.

Il Primo Ministro parla poi della crisi economica mondiale che ha investito, ovviamente, anche l'Italia, ma che sarebbe stata affrontata meglio che in altri Paesi: lo dimostrano cifre come il 29% di giovani disoccupati, ma potrebbero dimostrarlo anche i lavoratori FIAT, i ricercatori delle Università, gli stagisti, i pensionati e tutti quanti i precari. Lo potrebbero dimostrare le famiglie che ormai vivono di prestiti e finanziamenti, gli uomini e le donne costretti al doppio lavoro... Insomma, il capitale della famiglia Berlusconi è senza dubbio aumentato, quello dei "non-imprenditori" sicuramente no, anzi, è precipitato nel baratro e probabilmente non dal 2008, ma addirittura dall'introduzione incontrollata dell'Euro. "Abbiamo affrontato la crisi senza mettere mai - dico mai - le mani nelle tasche degli italiani" dice lui; in effetti, come mettere le mani nelle tasche di un popolo rimasto in mutande? Benché al quarto minuto di video abbia ormai raggiunto quello che potrebbe sembrare l'apice della buffonaggine, eccolo partire con l'elenco delle riforme che, in qualche modo, avrebbe portato a compimento la sua squadra di Governo: tutte riforme disprezzate dalla maggior parte della popolazione, tutte le riforme che sono state contestate a lungo nelle piazze dell'intera Nazione.

Ma non si ferma, ci tiene a perseguire le brutte figure e va a toccare allora altri due tasti molto dolenti della situazione italiana: i rifiuti a Napoli ed il terremoto in Abruzzo. Per entrambi sostiene di esser intervenuto tempestivamente, ma noi tutti sappiamo che non è affatto vero! Ad oggi Napoli è ancora sommersa dai rifiuti (proprio questa mattina ne abbiamo parlato nelle notizie flash) e per quanto riguarda L'Aquila non verranno stese parole, solo un'immagine risalente a Luglio 2010 (una fra tante fotografie scattate). Se questo è un intervento tempestivo...

Il video si conclude con il solito attacco a Fini, Casini, alle Toghe rosse etc... Nel classico stile incivile del Presidente del Consiglio. Che vogliamo fare? Continuare a credere alle parole di un presunto statista come questo? Noi decisamente no.
(Simone Cavalcanti)

venerdì 25 marzo 2011

Notizie dal Tribunale di Monza

Inizio col riportarvi le parole de "il Cittadino" del 24 Marzo 2011, a pagina 20, firmate D.C. (Davide Cagnola):

I POLIZIOTTI: «CI HA MINACCIATO CON UN “PORTALOCANDINE” PER GIORNALI METALLICO»

Scontri ad Arcore, via al processo
Prime deposizioni contro il 21enne Simone Cavalcanti

È cominciato il processo nei confronti di Simone Cavalcanti, il 21enne di Sant’Angelo che lo scor­so 6 febbraio venne arrestato con il 23enne di Desio Giacomo Sicu­rello durante gli scontri ad Arco­re, nei pressi della villa di Silvio Berlusconi, durante la manifesta­zione del “popolo viola”. Durante la protesta alcuni poliziotti erano anche rimasti feriti, colpiti da bottigliate e altri oggetti. Nel tribunale di Monza è ripreso quindi martedì il processo per di­rettissima davanti al giudice Giu­seppe Airò, lo stesso che decise la scarcerazione dei due imputati inattesa dell’udienza, ritenendo che la loro partecipazione ai fatti di Arcore fosse da ritenersi “di scar­so rilievo”. Martedì in aula sono stati mostrati i filmati di quella manifestazione e degli scontri, presentati sia dall’accusa che dal­la difesa.
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«Cavalcanti indossava un casco ­- ha raccontato un assistente di po­lizia che ha proceduto con il suo arresto -­. Ha raccolto l’oggetto metallico (un trespolo usato per esporre le locandine dei giornali, ndr) lasciato da Sicurello, brandendolo in modo minaccioso. Per impedire che potesse scagliarlo addosso ai poliziotti, l’abbiamo bloccato. Quando lo abbiamo fermato, lui non ha opposto resistenza». Lo stesso oggetto metallico, come emerso dalla deposizione, era stato impugnato poco prima da Sicurello. «Quando abbiamo deciso di sgomberare l’incrocio, ho visto Sicurello che lo brandiva contro i poliziotti, che si riparavano con gli scudi ­ - ha detto un altro ispettore di polizia ­-. A quel punto abbiamo deciso di bloc­carlo. Lui non voleva farsi arrestare, strattonava e quando è caduto per terra ha iniziato a scalciare» Una volta sentite queste deposizioni il processo è stato rinviato dal giudice al 3 ottobre prossimo, per la discussione di pubblico ministero e difensori e per la lettura della sentenza.
Partendo da questo articolo vorrei analizzare un attimo come siano andate le cose: in udienza si è subito proiettato uno dei filmati portati dall'accusa, per la precisione le registrazioni della DIGOS, tagliate nelle parti più violente (lo si poteva verificare guardando i minuti che scorrevano in basso a sinistra), ma che comunque hanno mostrato indiscutibilmente la folla pacifica (e spesso distratta) e le prime botte da parte dei poliziotti, tant'è che lo stesso Giudice ha avuto da commentare...

Altra particolarità di queste riprese è stata l'assenza delle scene dell'arresto, durante le quali la telecamera veniva puntata verso terra. Casualmente.

Alcuni agenti hanno davvero sostenuto che io avrei "brandito con fare minaccioso" quello che hanno ridicolmente definito uno "scudo giornalistico", ma è anche vero che i video proiettati, sia dell'accusa che della difesa, han dimostrato la non esistenza di una simile scena, anzi, il mio avvocato ha portato una serie di frame prelevati da un video in cui si vede chiaramente l'aggressione della Polizia nei confronti di Giacomo Sicurello (l'altro ragazzo imputato) che perdeva di mano questa benedetta locandina blu, quindi si vede chiaramente un agente che la raccoglie subito.

Qui potete trovare la versione a bassa risoluzione di queste immagini. C'è inoltre da sottolineare che io e Giacomo siamo stati arrestati a pochi secondi di distanza l'uno dall'altro, quindi queste affermazioni dei poliziotti non sono nemmeno inseribili nel contesto temporale.

Giacomo non ha mai scagliato la locandina contro alcuna persona, agente o civile che fosse, anche un testimone della DIGOS ha infatti affermato di aver visto Sicurello camminare tranquillamente con l'oggetto in mano, senza però commettere alcun atto di violenza. Lo stesso Agente ha sostenuto la mia condotta pacifica durante l'intera manifestazione ad ha aggiunto di essersi sorpreso per come si siano evoluti i fatti.

Nonostante i testimoni dell'accusa fossero cinque, le versioni raccontate, continuando a cambiare in base alla domanda del Giudice, sono state ben di più e molti sono gli interrogativi rimasti in sospeso, primo fra tutti il motivo per cui siamo stati arrestati, che il Pubblico Ministero ha spesso domandato senza ricevere alcuna risposta.

Gli Agenti si sono mostrati impreparati ed in più di un'occasione sono state rilasciate dichiarazioni, se non false, per lo meno ambigue. La sentenza definitiva è stata rimandata al 3 Ottobre e nel frattempo io provvederò a denunciare il Sindaco Domenico Crespi per la diffamazione nei miei confronti avvenuta con le dichiarazioni ad "il Cittadino", il giornale locale del Lodigiano.

Quando si fa informazione la si faccia completa, l'accusa ha fatto delle affermazioni, la difesa le ha smentite con foto e video, non mi sembra da poco e non mi sembra che né io né Giacomo possiamo esser ritenuti dei criminali per aver espresso pacificamente il nostro dissenso durante una manifestazione popolare.

giovedì 17 marzo 2011

Io non festeggio, ma vi faccio gli auguri...

Piccola riflessione sulla giornata di oggi, di cui non approvo i festeggiamenti. Iniziamo col dire di cosa parliamo: l'Unità d'Italia compie 150 anni. Per approfondimenti sono costretto a rimandarvi a Wikipedia perché oggi ho davvero poco tempo, perdonatemi, indi potete leggere qui.
150 anni dunque dalla proclamazione di Vittorio Emanuele II quale Re del Regno d'Italia, 150 anni che han visto il decadimento e lo sfruttamento del Sud, la perdita quasi totale dei principi illuministici tanto cari a Napoli già da almeno cento anni, il fascismo (vecchio e nuovo), il terrorismo (rosso e nero), le stragi, tante divisioni, i tentativi di secessione sia al Nord che al Sud... Quello che conta però è che a finire nel dimenticatoio non sono solo queste cose, ma sono soprattutto i sacrifici, talvolta pagati anche con la vita, di chi in un secolo e mezzo ha tentato di unificare realmente questa Italia, non solo geograficamente, ma anche e soprattutto ideologicamente e culturalmente.

La triste realtà è che l'Unità non esiste, rimane un sogno di alcuni e la paura di molti.

martedì 8 febbraio 2011

Carissimo Sindaco, come "Questo arresto non mi sorprende" spero valga "Questa lettera non mi sorprende"

Nelle sue parole a "il Cittadino" dichiara «Solo pochi giorni fa ci ha mandato le ultime mail con frasi sconclusionate e offensive. E stato aggressivo, maleducato e senza nessun rispetto per le istituzioni». Allorché mi son chiesto: ma davvero, magari senza rendermene conto, sono stato così maleducato ed offensivo? Prima di trarre conclusioni vado a ricercarmi le mail a partire da Maggio 2010 e ne trovo una in cui le propongo la possibilità di sfruttare realmente il Cupolone; ma io non sono uno che ama solo parlare, io mi espongo alla luce del sole e quindi la riporto integralmente:

"Buongiorno, dopo la mediocre soddisfazione ottenuta dal progetto relativo al sito internet della città, mi sento in dovere di far emergere un "problema" fondamentale di S.Angelo: la presenza e la possibilità di realizzare attività giovanili pubbliche.

Non si può certo negare che nel corso degli anni S.Angelo abbia sofferto un lento, ma costante, degrado da questo punto di vista, nemmeno più il parco "Le Vignole" (sempre che si chiami ancora così) è liberamente accessibile, così come il "Giardinone" (anche se mi rendo conto che qui si tocchi un tasto molto complesso).

Ammetto di notare diverse iniziative dedite ai bambini, ma riconosco pure che adolescenti e studenti (anche in età universitaria) non hanno alcuna possibilità di svago e sono costretti a spostarsi verso l'esterno...

La prima settimana di Giugno vede sempre qualche serata al Cupolone (struttura a mio avviso inutilizzata e quindi sprecata nell'arco dell'intero anno), dopodiché? Le giostre per i più piccoli, ma che comunque non sono offerte dall'Amministrazione Comunale, poi basta, non si offre nulla di concreto e, magari, gratuito.

Eppure le risorse ci sarebbero, le persone disposte ad impegnarsi in tal ambito (continuo a parlare di giovani, me per primo) esistono, quindi perché non nasce alcunché? Amo ripetermi, il Cupolone è sempre lì a far muffa, viene usato pochissimo, perché non sfruttarlo, magari darlo in gestione ai giovani e lasciare che si dia vita a serate ed iniziative socio-culturali? Con spese limitate si potrebbero raggiungere risultati entusiasmanti (parlo per esperienza, vedendo da vicino la realtà di altre città), un maggior affusso di persone nel territorio barasino e, senza dubbio, la soddisfazione dei cittadini, che credo sia la cosa più importante...

Vorrei che fosse possibile aprire un tavolo di discussione su questo importante argomento in modo da permettere a S.Angelo di diventare più giovanile e culturale.

Nell'attesa di una celere risposta porgo i miei più distinti saluti
Simone Cavalcanti" (31/5/2010) 

Cavolo! Ho pensato... Non c'è nulla di offensivo, e nemmeno di strampalato... Ma forse il Sindaco si riferiva solo alle ultime... Vabbè io le leggo tutte, così mi tolgo lo sfizio, quindi proseguo e vedo che lei non mi ha risposto e le ho riscritto io:

"Salve, torno a scriverle in quanto non ho avuto il piacere di ricevere alcuna risposta circa la scorsa mail trattante l'argomento in oggetto.

Sarò ripetitivo, ma a S.Angelo mancano attività giovanili; si immagini la condizione di un giovine qualsiasi che nel pomeriggio torna a casa dopo il lavoro o la scuola, la prima cosa a cui pensa è "Cosa faccio stasera?". Allora sente gli amici e ci mette d'accordo per andare in qualche locale FUORI S.ANGELO.

Uscire, usar benzina, pagare eventuale birra o drink, tornare a casa. In tutto ciò l'attenzione al tasso alcoolico (che per i neopatentati deve essere pari a zero). Questo vale per tutti, persino Graffiganana offre delle belle serate, almeno d'estate.

Sarebbe dunque ideale che l'Amministrazione si muovesse anche in questo senso, trovare un locale adeguato (il Cupolone, ricordo, è quasi completamente inutilizzato) e dare possibilità ai giovani di dare svago alla propria creatività, offrire loro servizi a costi minimi (perché debbono essere accessibili a tutti) all'interno della propria città, perché è assurdo che in una cittadina di 12000 abitanti non esista possibilità di aggregazione, al coperto, tutelata e socialmente supportata.

Rinnovo l'invito a discuterne per poter cambiare un po' le cose...

Grazie dell'attenzione
Simone Cavalcanti" (16/6/2011)

Due giorni dopo, abbastanza seccato, ma pur sempre molto educato e propositivo, le riscrivo:

"Salve, a costo di diventare noioso, ho scritto già due mail chiedendo di discutere di questa grave mancanza santangiolina, ma non ho avuto nemmeno uno spiraglio di risposta.

S.Angelo non sistema le strade sconnesse (se non la Piazza, rifatta OGNI ANNO), aggiunge marciapiedi superflui (in Via Costa ne bastava uno, magari largo, avrebbe creato meno disagi), aggiunge parcheggi invece che parchi (non viene specificato se saranno gratuiti, confido di sì visto che ora lo sono in quella piazza), chiude gli spazi come il parco Le Vignole e non spende un centesimo per organizzare, proporre od accettare ed offrire attività giovanili.

I giovani sono esclusi dalla città, possono andare a divertirsi fuori, a Graffigana, Lodi, Pavia, San Colombano, Milano, ma non a S.Angelo! Nonostante non manchino fondi per organizzare diversi tipi di serate e promuovere eventuali progetti socio-culturali (laici, che possano includere CHIUNQUE, senza la messa di mezzo), nonostante ci sia gente disposta a sacrificare il proprio tempo gratuitamente al solo fine di compiacere i propri concittadini e, magari, gli abitanti dei paesi vicini.

Il Cupolone è uno dei più palesi esempi di spreco di denaro pubblico: una struttura da mantenere, però inutilizzata se non tre o quattro volte l'anno. Per quale motivo? Una capienza eccezionale, un palco molto grande, camerini, servizi igienici adeguati, cucina... Ha tutto, ma non viene utilizzato. Con un po' di impegno, essendo adiacente alla Piscina Comunale, si potrebbe addirittura dar vita ad attività che fondino le due strutture (l'accesso c'è, è lo stesso usato dal Grest del Comune).

Anche il Campone potrebbe essere sfruttato benissimo per concerti e/o feste all'aperto, ovviamente la Giunta non ha mai proposto nulla e come se non bastasse, dai primi del mese ad oggi ancora non ho ricevuto alcuna risposta, nemmeno una notifica di avvenuta lettura dei miei messaggi. Tutto ciò mi fa davvero sorgere un sacco di dubbi. La città dovrebbe sensibilizzarsi circa il problema dell'aggregazione giovanile, dei servizi agli adolescenti e delle attività socio culturali, non stiamo per niente evolvendo.

Augurandomi, almeno questa volta, una degna risposta, porgo i miei saluti
Simone" (18/6/2010)

Il giorno stesso ricevo risposta:

"Egregio Signor Cavalcanti,
ho letto attentamente le Sue osservazioni e la invito a comunicare
alla mia segreteria la Sua disponibilità per un incontro nel prossimo mese di Luglio.

Con i migliori saluti

Il Sindaco Domenico CRESPI" (18/6/2010) 

Ricordo la mia immensa soddisfazione, subito calata nel momento in cui, tant'è che immediatamente rispondo:

"Grazie mille, sarà un piacere.
Simone Cavalcanti" (18/6/2010)

Chiamo la sua segreteria e mi sento rispondere che avrebbero richiamato loro. Io ho atteso pazientemente, il 20 Luglio sono partito per le vacanze ed ancora non avevo avuto risposta: 22 giorni dopo. Continuo a chiedermi dove stia la MIA maleducazione, ma forse nelle successive troverò qualche frase incriminante, proseguo.  La mail successiva e di Settembre, del 15 per l'esattezza:

"Salve, quella citata è la sua ultima mail inviatami datata, come può verificare, 18 Giugno.

Ho contattato la Sua segreteria, mi è stato detto che avrebbero richiamato, ma non ho saputo più nulla da allora... Dopo un viaggio sono tornato a S.Angelo stranito: i lavori dell'annunciata fontana sono in alto mare, due dossi altissimi sono stati posizionati in curva e la lunga panchina è mal posizionata e superflua per diversi motivi, via costa ha un dosso ad inizio strada, anch'esso molto alto e superfluo, inoltre l'incrocio di tale via prevede - stupidamente - due "stop".

Non conosco attività di aggregazione previste per il resto dell'anno: noi giovani rimaniamo esclusi dal Paese, ci riteniamo fortunati di essere non troppo distanti da Lodi e Pavia, ma siamo costretti a muoverci... Chi, a capo di determinate decisioni, pensa ancora che S.Angelo possa progredire senza offrire nulla?

La situazione di strade e parcheggi in divieto di sosta, di cui abbiamo precedentemente parlato, è rimasta pressoché invariata, ancora nessuna rotatoria in zona Malpensata, per andare a Lodi ci si deve ancora fermare al semaforo di quello che credo sia l'unico ponte a senso unico alternato della zona nel 2010 (e parrebbe che i soldi siano arrivati, o sbaglio?)...

Insomma, queste e tante altre problematiche da discutere, peccato che attenda un appuntamento da tre mesi... Penso che i confronti siano più utili a Lei che a me, non sono io che cercherò di essere rieletto...

Sperando in una *celere* risposta, Le auguro una buona giornata
Simone Cavcalcanti" (15/9/2010)

Anche qui mi sforzo, ma non trovo "frasi sconclusionate e offensive", solo una piccola provocazione alla fine, anche accettabile da chi aspetta una risposta da circa due mesi, o no? Una settimana dopo ancora nessuna risposta, quindi le riscrivo io:

"Mi sento costretto a riscriverle dopo una settimana di attesa... Devo sperare di trovarla casualmente in giro per scambiare due chiacchiere su quelli che sono punti critici della vita santangiolina oppure deciderà di fissarmi SERIAMENTE un appuntamento? Le ricordo che in realtà non aspetto da Mercoledì scorso, ma dal mese di Luglio ed ormai Ottobre è alle porte... Se questo è il suo modo di porsi innanzi a chi cerca un dialogo, un confronto, bè, ammetto di essere deluso...

Simone Cavalcanti" (22/9/2010)

A cui mi risponde due giorni dopo come segue, con mia soddisfazione:

"Egregio Signore,
l'appuntamento con il Sindaco è fissato per Sabato 25 settembre alle ore 10.
Dinstinti saluti" (24/9/2010)

All'appuntamento mi riceve con ritardo, ma poco importa, ho sempre affermato di comprendere i suoi numerosi impegni, la cosa peggiore è che mi tratta in modo sgarbato, con molta fretta ed arroganza e nel giro di un quarto d'ora mi congeda dicendomi che c'è la prova anti-incendio, chiedendomi però il numero di telefono per potermi ricontattare personalmente e tornare a parlare con più calma. L'unica cosa che ho tratto è stato "Per il cupolone, se proprio si deve tentare qualcosa, ho bisogno di una raccolta firme" ed aspettavo la sua chiamata per confermare, chiedere eventuali altre esigenze e cominciare con i lavori... ma nada! Quindi le riscrivo, non dopo una settimana, nemmeno dopo due settimane, ma dopo oltre un mese.

"Salve, come saprà già da tempo aspetto una Sua chiamata, so che gli impegni sono tanti, ma penso di meritarmi un appuntamento soprattutto per discutere la questione Cupolone, dato che Lei sa benissimo che io desidero vada in mano ai giovani (ed ho chi mi sosterrebbe).

La volevo inoltre informare che già da un pezzo non vanno i primi due lampioni di via Morzenti (entrando da via XX Settembre) e questo provoca un bel disagio visto che lì si trova quello che rimane del punto di incontro di molti ragazzi.

Sperando, almeno questa volta, in una celere risposta, Le auguro buona settimana.
Simone Cavalcanti" (15/11/2010)

Continuo a non trovare la mia maleducazione, subisco invece la beffa di una promessa ancora non mantenuta. Le riscrivo per i lampioni, necessità cittadina:

"Salve, una settimana fa la avvisavo dei lampioni in via Morzenti che non funzionano, ad oggi ancora non ho ricevuto risposta e i lampioni sono ancora spenti; mi auguro venga risolto al più presto il problema.
Simone Cavalcanti" (23/11/2010)

Niente, lascio perdere per pensare ai miei di impegni... Quindi si va a Gennaio, dove mi blocca un problema in biblioteca:

"Sig. Crespi, dopo le sue promesse di rivederci, le numerose mail ignorate e quindi la necessità di dover davvero convivere con una completa sfiducia nei confronti del suo lavoro, torno a scriverle circa la - pessima - situazione della biblioteca comunale, ormai allo sfascio...

Scrivo a lei, e non senza astio, perché proprio sue sono state le parole a me rivolte circa il trasferimento della biblioteca ed il potenziamento della stessa, cosa che non è avvenuta e non sembra poi così prossima; orari ingestibili (tre ore al giorno, solo al mattino) e spazi inadeguati, così come inadeguato è il locale in cui si trova... Insomma, il peggio che si possa avere, senza contare i problemi che spesso affliggono il computer dato in dotazione, causa di ritardi e disagi.

Ci tengo a sottolineare che Lunedì sono stato a prelevare un libro, ma non mi era possibile perché il pc dava problemi, il giorno dopo son tornato ed ancora stesso problema irrisolto, allorché ho intuito che avrei dovuto risolvere da solo ed ho dato una mano all'operatrice a riprendere la gestione della faccenda. Io lo faccio con piacere, ma non avete un'assistenza per questo genere di problemi? E perché non è immediata?

Vogliamo poi parlare dell'uso sconsiderato della carta? È inaccettabile che non si sia ancora arrivati a livelli completamente (o quasi) computerizzati, permettendo così riduzione dei costi e dell'inquinamento, siamo nel 2011!

La vorrei quindi invitare a prendere in seria considerazione la questione, a cui tengono davvero tanti santangiolini che spesso se ne lamentano. Ora la saluto, nella speranza che qualcosa migliori e che magari, una volta tanto, lei si decida a perdere pochi minuti per rispondermi.

Simone Cavalcanti" (13/1/2011)

Ancora zero risposte, inizio IO a sentirmi offeso, lei come vede non è stato attaccato in alcun modo fra le mie parole! Le riscrivo, per l'ennesimo volta.

"Salve... Ho l'impressione che lei mi eviti come la peste... Io non metto in discussione che lei sia pieno di impegni, assolutamente, ma lasciandomi in attesa dal mese di Settembre, sta dimostrando una grande maleducazione nei miei confronti e questo è davvero un fatto triste... Spero vivamente lei possa rispondermi in fretta sulle problematiche della biblioteca e sulle modalità da seguire per poter sfruttare a pieno regime uno spazio del Comune (il Cupolone) per promuovere attività giovanili autogestite...

Cordialmente
Simone Cavalcanti, indignato" (24/1/2011)

Ricevo immediatamente risposta:

"Egregio Signore,
Le comunico la disponibilità del Sindaco a riceverLa nella mattinata di Venerdi 28 gennaio alle ore 11,15 (salvoinconvenienti non prevedibili).
La invito pertanto a contattarmi alle ore 10 circa di tale data per conferma da parte di entrambi,
Cordialmente" (25/1/2011)

Ma devo rifiutare:

"Mi spiace, ma la avviso sin da ora che il giorno 28 sarò fuori S.Angelo in occasione dello scioper generale indetto ormai da tempo. Conto di esser comunque ricevuto la prossima settimana.

Simone Cavalcanti" (25/1/2011)

Le riscrivo il 28 sera:

"Salve, avendo dovuto rimandare l'appuntamento fissato per questa mattina, mi auguro vivamente di poterla incontrare nei prossimi giorni, comunque nella settimana ventura perché è molto che aspetto e non ho molta voglia di perdere tempo visto che, da Settembre, abbiamo lasciato in sospeso l'argomento relativo al cupolone

buona giornata
Simone Cavalcanti" (28/1/2011)

L'ultima mail che le ho scritto, non avendo ricevuto risposte, è stata questa:

"Salve, siamo a Mercoledì non ho ricevuto alcuna risposta, né positiva né negativa. Lei mi rende fastidioso, se mi avesse ricevuto per tempo 5 mesi fa non sarei qui a disturbarla molto probabilmente...

Le ricordo che la carica che copre la mette a rappresentanza di tutti gli abitanti di S.Angelo, è quindi suo dovere ricevere e discutere con i Cittadini per assicurarsi di rispettare le loro proposte...

Simone Cavalcanti, sempre più deluso, come molti altri..." (2/2/2011)

In 10 mesi di mail non vedo offese, aggressioni, maleducazione né altro, per questo non ho avuto problemi a pubblicare i miei testi rivolti a lei, io non ho alcunché da nascondere! Per cosa si è offeso? Per questo articolo scherzoso? Non la faccio così stupido, sarò sincero...

Quindi dove sono queste offese? Se lei si aspettava il mio arresto perché sa che mi interesso dei problemi dei miei concittadini bè, è un'aspettativa alquanto oltraggiosa... Vorrei che mi esponesse la mia arroganza di fronte a tutte le mail senza risposta, di fronte alla mia pazienza, di fronte alle sue promesse non mantenute. Io ho sempre tenuto le distanze, ho sempre proposto invece di lamentarmi semplicemente, ho sempre atteso, certo che ci fossero dei motivi se le risposte tardavano ad arrivare... Insomma, qui vedo un cittadino che pone delle domande a cui lei non risponde e vedo un Sindaco che offende pubblicamente un abitante di S.Angelo.

Esigo le sue scuse pubbliche, esattamente come pubblicamente mi ha offeso e non intendo aspettare mesi, come ho fatto sino ad ora. Vediamo ora chi si dimostrerà maleducato fra i due. I miei saluti.

"Sono tornato" in tutte le lingue del mondo...

Ma anche no, sono tornato e basta! Intorno alle sette e mezza circa... Niente custodia cautelare, tanta solidarietà.

Sono contento di aver trovato un sacco di video che dimostrino la non-violenza della manifestazione, del tentato corteo e del presidio stradale: quando sono i fatti a parlare, tutto diventa semplice e soprattutto reale, perché non si scappa innanzi ad un video!

Pian piano metterò le foto, vi dirò cos'è successo etc... Per oggi non ho proprio voglia :P Sicuramente troverete info anche su Libera l'Informazione

sabato 5 febbraio 2011

Italiani chiamati a votare: volete abrogare il Legittimo Impedimento?

Prima ci provò con il Lodo Schifani, poi il Lodo Alfano, poi il processo breve (Ritirato in ballo qualche giorno fa dall'On. Alfano)... Ma non basta, perché la prudenza, quando si tratta di finire dietro le sbarre, non è mai troppa: il 10 Marzo dello scorso anno il Senato conferma la fiducia necessaria per approvare il disegno di legge, che avrebbe dovuto salvare i Premier da ogni processo, "Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza", comunemente e semplicemente noto con il termine "Legittimo impedimento".

Tale provvedimento, in parole povere, permetterebbe al Presidente del Consiglio di far rinviare i suoi richiami in Tribunale nel caso in cui, nel giorno dell'udienza, fosse impegnato per motivi legati al suo ruolo all'interno del Governo.

Il DDL, primo nel suo genere in Europa, ha provocato senza dubbio numerose reazioni sia da parte dell'opposizione, sia da parte dei Cittadini che, ancora una volta, si son riconosciuti diversi, davanti alla legge, rispetto al Presidente del Consiglio. L'IDV dell'On. Di Pietro ha dunque proposto un referendum popolare per abrogarne i commi e gli articoli ritenuti incostituzionali.

Il 14 Gennaio 2011 la Corte Costituzionale, presieduta da Ugo De Siervo, è chiamata ad accertare l'effettiva costituzionalità del disegno e conclude respingendolo solo in parte: ora infatti sarà compito dei Giudici valutare se gli impegni del Premier siano davvero tanto vincolanti da dover rinviare l'udienza. La battaglia dell'IDV non è ancora conclusa.

Giunge dunque ieri la notizia, prima trapelata direttamente dall'On. Di Pietro durante il discorso alla Camera, poi per canali ufficiali, che il referendum proposto dall'Italia dei Valori è stato accettato dalla Cassazione e quindi si farà. Ai lettori sarà dunque posto il seguente quesito: «Volete voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante "disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza"?"»

Il referendum dovrebbe comprendere anche il voto su questioni relative alla liberalizzazione dell'acqua potabile ed al nucleare; non si hanno ancora comunicati che riportino date o progetti nello specifico, ma, personalmente, invito tutti a ripescare le vostre tessere elettorali e recarvi alle urne: ora più che mai il vostro parere è indispensabile!

Il Colle respinge il Decreto sul Federalismo

Nella mattinata di ieri, come molti sapranno, è stato bocciato (con un pareggio dei voti) il Decreto sul Federalismo Comunale alla Commissione Bicamerale; ciò ha creato non poca tensione in quanto l'On. Bossi, promotore indiscusso del Federalismo in Italia, aveva annunciato il ritorno immediato alle urne in caso di pareggio.

Le cose però sono andate diversamente, infatti alle 18.30, mentre la Camera votava per approvare o meno la perquisizione degli uffici di Giuseppe Spinelli ed il rinvio degli atti a Milano, il Premier Silvio Berlusconi ha indetto un Consiglio dei Ministri straordinario per discutere la delicata situazione e, probabilmente, per placare un po' la rabbia del leader leghista.

È stato così deciso di portare comunque avanti il provvedimento e di procedere allo "step successivo", ovvero l'invio al Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. La sua firma avrebbe approvato in modo definitivo il Decreto che quindi sarebbe divenuto ufficiale. Nulla di irregolare, il voto della Bicamerale non sarebbe del tutto vincolante, ma è probabilmente la prima volta che, nella storia della Repubblica del nostro Paese, un Presidente del Consiglio si permette di portare avanti un Decreto senza l'approvazione della Camera. Non per niente in serata si è creata una confusione e tensione rilevante, con l'opposizione fortemente contrariata da un simile atto che, seppur legittimo, rimane senza dubbio discutibile.

Sino a questa mattina Silvio Berlusconi si è mostrato molto sicuro di quanto stesse succedendo e, almeno a parole, non aveva dubbi circa l'approvazione da parte del Capo dello Stato. Peccato avesse fatto i conti senza l'oste, infatti nel pomeriggio è giunta la notizia che il Presidente Napolitano non avrebbe firmato il provvedimento definendo il testo "irricevibile", sottolineando anche il comportamento scorretto del Consiglio dei Ministri: "Non posso sottacere che non giova ad un corretto svolgimento dei rapporti istituzionali la convocazione straordinaria di una riunione del Governo senza la fissazione dell'ordine del giorno e senza averne preventivamente informato il presidente della Repubblica, tanto meno consultandolo sull'intendimento di procedere all'approvazione definitiva del decreto legislativo."

Immediata la reazione del capo del Carroccio che ha contattato telefonicamente il Presidente della Repubblica impegnandosi così per un incontro nel corso della prossima settimana.

Il Decreto dovrà dunque passare dalle Camere, dove troverà quasi sicuramente i voti contrari dell'opposizione, che da soli non sarebbero comunque sufficienti per respingerlo; secondo l'On. Tremonti il processo di approvazione si allungherà di una quindicina di giorni, ma sostiene che il testo sia assolutamente benvoluto da Napolitano.

giovedì 3 febbraio 2011

Alla camera 315 voti favorevoli, la competenza va al Tribunale dei Ministri

Dopo lo scandalo scaturito dalla pubblicazione online dell'invito a presentarsi presso il Tribunale indirizzato a Silvio Berlusconi, il Presidente e tutto il PDL, con non poco sostegno mediatico, hanno avviato una campagna con l'intento di procedere non davanti ai giudici milanesi, ma a quelli del Tribunale dei Ministri, ritenendo che l'ipotizzato reato di concussione fosse stato commesso dal Premier nell'esercizio delle funzioni di Governo e nell'interesse dello Stato. Berlusconi stesso ha infatti sempre ribadito di aver provveduto al rilascio della giovane marocchina, convinto che fosse egiziana e nipote di Mubarak, col solo intento di evitare incidenti diplomatici con l'Egitto.
Oggi quindi tutti i parlamentari sono stati chiamati a votare per decidere se sostenere le ragioni del PDL e conferire al solo Tribunale dei Ministri il diritto di processare Berlusconi per i due reati in gioco: concussione e prostituzione minorile. La seduta è stata suddivisa in tre parti, due di discussione ed una dedicata al voto.

La prima parte della seduta, presidiata dall'On. Bindi, ha visto l'intervento di molti esponenti di centro e centro-sinistra, mentre hanno rilasciato poche dichiarazioni uomini e donne della maggioranza. Per quasi la totalità del tempo non ci sono stati dunque eccessi da parte di nessuno e non è stato necessario alcun intervento per placare eventuali animi ribelli.

La seconda parte invece, presieduta dall'On. Fini, è stata molto più accesa e partecipata, soprattutto dai partiti minori e da quelli del centro-destra, FLI compreso. Questa volta è anche possibile segnalare alcuni interventi degni di attenzione: senz'altro dell'On. Di Pietro che, prima di iniziare, ha specificato di voler indirizzare le proprie parole direttamente al Premier sottolineando anche la sua assenza (sì, non si è presentato) e la sua poca capacità di incassare critiche in prima persona, preferendo dunque seguire l'andamento delle discussioni della Camera dallo schermo del televisore. Ha proposto numerose parole cariche di rabbia verso il lavoro che il Parlamento è stato obbligato ad eseguire negli ultimi anni, ossia la protezione del Presidente del Consiglio piuttosto che leggi e riforme a favore del Cittadino, ha espresso indignazione nei confronti di tutta la faccenda relativa a Ruby ed alle donne del Premier e, rivolgendosi ai Cittadini italiani, ha ricordato di partecipare alle manifestazioni organizzate nelle piazze di tutto il Paese ed al Referendum proposto dall'IDV per la cancellazione del "Legittimo Impedimento".

Anche l'On. Buttiglione è intervenuto annunciando il voto contrario di FLI, pronunziando pure un discreto discorso rovinato, proprio verso la conclusione, da un'affermazione con cui ha espresso, tutt'altro che in maniera velata, la sua idea secondo cui la morale e la politica non abbiano e non debbano avere alcun legame, pur ammettendo che il popolo cerchi spesso una linea morale in coloro che "fanno la legge"; sarebbe stato interessante ascoltare un intervento dell'On. Berlinguer a tal proposito se fosse possibile, ma come prevedibile, nessun ministro è intervenuto successivamente per correggere o comunque controbattere questo scempio.

Un altro intervento degno di nota, senza dubbio il più applaudito, è stato quello dell'On. Franceschini, anche lui deluso dall'assenza di Silvio Berlusconi e, naturalmente, schierato dalla parte di chi sostiene la competenza dei PM. Franceschini ha riepilogato molto accuratamente tutto l'accaduto sottolineando i molti punti a sfavore del Premier.

A spezzare una lancia a favore di Berlusconi è stato, con un lungo discorso, l'On. Paniz, che non si è limitato ad esporre le proprie idee etiche e politiche, ma ha fortemente attaccato il Magistrato Ilda Boccassini accusandola della persecuzione nei confronti del Premier ed ha elencato una serie di numeri (quasi 700 pagine di fascicoli, oltre 150.000 intercettazioni, 150 uomini occupati per le indagini, oltre un milione di euro spesi...) volti ad incolpare la magistratura di aver ecceduto sia nei mezzi che nelle modalità di indagine.
Discorso simile quello dell'On. Lussana, che ha concluso il suo discorso ricordando che il parere della Lega "non è per sottrarre il presidente del Consiglio ai magistrati ma per farlo giudicare dai propri giudici naturali".

Ad ogni modo, la maggior parte degli interventi (ovviamente non tutti citati) si è dimostrata contraria al trasferimento delle procedure presso il Tribunale dei Ministri, tant'è che la vittoria dell'opposizione sembrasse quasi scontata...

Nella terza parte della seduta si è quindi votato e la vittoria è andata, come comunque si aspettava la Procura, alla maggioranza con 315 voti contro i 298 contrari. C'è stato un solo astenuto, ovvero l'On. Barbareschi che ha però fatto mettere agli atti di essersi sbagliato; gli assenti sono stati 12 in tutto, quasi tutti dell'opposizione, di cui tre del PD che hanno comunque certificato l'assenza per problemi di salute.

In conclusione, il futuro per Silvio Berlusconi sembra prospettarsi leggermente più roseo, anche considerando il rapporto rafforzatosi con la Lega Nord grazie al Consiglio dei Ministri di questa sera, ma questa è un'altra storia...

martedì 1 febbraio 2011

In Italia, 66 anni fa, le donne iniziavano a votare

Era il primo Febbraio del 1945, una data che sarebbe rimasta nella storia italiana per l'introduzione del suffragio universale grazie al quale anche le donne ottenevano il diritto al voto.

Sono passati 66 anni ed ancora si parla di dignità del "gentil sesso", di raggiungere la completa uguaglianza fra uomini e donne, ancora si discute di movimenti maschilisti o femministi dimenticandosi troppo spesso che proprio chi tanto decanta i valori dell'uguaglianza e della famiglia è poi il primo a violarli...

Se, dopo 66 anni di storia, il Capo del Governo ancora sfrutta la figura femminile per raccogliere voti e soddisfazioni personali... Se, dopo 66 anni di storia, ci siamo dimenticati le lotte di chi non godeva nemmeno dei diritti fondamentali... Se, dopo 66 anni di storia, ancora parliamo di dignità delle donne come qualcosa da conquistare per la prima volta...

Se ancora viviamo tutto questo, per l'italiano che cosa ha significato davvero l'introduzione di quel Decreto Legislativo tanto desiderato dal grande Togliatti? L'italiano l'ha accettato per perbenismo o perché davvero lo riteneva giusto?

Noi lo riteniamo giusto e doveroso, per questo stiamo dalla parte di tutte le donne che non si sentono rappresentate dalle figure femminili presenti nel partito di Governo, di tutte le donne che lottano ogni giorno per sfamare la famiglia senza svendere il proprio corpo ed il proprio nome, di tutte le donne che il 13 Febbraio scenderanno in piazza a protestare!

Il diritto di voto conquistato nel 1945 è stato a una piccola rivoluzione, non cancelliamola con l'indecenza!

venerdì 21 gennaio 2011

Richiesta di dimissioni

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
On. Silvio Berlusconi

Oggetto: richiesta formale di dimissioni immediate dalla carica di Presidente del Consiglio dei Ministri e richiesta di disponibilità per un colloquio telefonico

On. Presidente, con la presente vorrei esporLe la mia formale richiesta riguardante le Sue immediate dimissioni dalla carica che sta svolgendo all’interno del Governo italiano.
Tale richiesta è basata su diversi fattori, non esclusivamente politici, che elencherò di seguito in forma breve:
  • Gravi comportamenti irrispettosi nei confronti degli elettori che, se lontani dal Suo pensiero politico, sono stati definiti dei “coglioni”
  • Gravi attacchi, talvolta offensivi, alla Magistratura, che ha sempre voluto criticare, ma mai affrontare
  • Violazione dell’art. 3 della Costituzione, in particolar modo dove recita “Tutti i Cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di [...] opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”
  • Violazione dell’art. 54 della Costituzione, in particolar modo dove recita “I Cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”
  • Numerosi processi a carico
  • Comportamenti ignobili (ormai chiari agli occhi di tutti dopo la pubblicazione degli Atti Giudiziari) nei confronti di un alto numero di donne, anche minorenni e sfruttamento indecoroso del loro corpo
  • Diffusione di false informazioni attraverso i media
  • Incapacità di governare, di promuovere riforme a favore del Cittadino e di permettere alla Nazione intera una tranquilla e serena esistenza
Sottolineo che tutti i punti sopra citati non completano l’elenco delle motivazioni per le quali io, Simone Cavalcanti, nato il 23 Marzo 1989 a Milano e residente a S.Angelo Lodigiano (LO) in via L. Calabresi n°10, chiedo con massima urgenza le Sue dimissioni; aggiungo inoltre che, in seguito alla telefonata effettuata al numero 06.67791 in data 20 Gennaio 2011 alle ore 18.30 circa, richiedo, di nuovo con MASSIMA URGENZA, un colloquio telefonico con Lei per poter discutere di ciò che ha letto e dei problemi che, come Cittadino italiano, lavoratore e pagante tasse, sto affrontando ed ho dovuto affrontare come conseguenza dei Suoi pessimi tentativi di Governo nel corso degli anni.

Mi auguro vivamente non voglia privarmi del colloquio richiesto, visto il momento delicato che tutti noi Cittadini stiamo vivendo insieme a Lei, bisognosi di risposte da chi, nel bene e nel male, ci rappresenta agli occhi di tutto il mondo. Lascio dunque il mio recapito 346.4209992 nella speranza di essere ricontattato in tempi brevi.

Con il dovuto rispetto le porgo i miei più Distinti Saluti

lì,  21 Gennaio 2011                                Simone Cavalcanti

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Per chi volesse fare lo stesso, trovate il documento originale scaricabile qui, ovviamente è necessario cambiare i propri dati personali. Ho lasciato i dati in vista perché io, al contrario del loro gruppetto di papponi, non ho alcunché da nascondere ;)

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Ore 19.26: tanto per coerenza, l'ho fatto davvero.

giovedì 20 gennaio 2011

Ora abbassa la testa, chiedi umilmente scusa a tutti ed imbarcati per Sant'Elena

Non ci sono più segreti oramai, le continue comparse in televisione, sì, quelle che sfiorano il ridicolo e rendono te e l'amica Ruby ancor più penosi, non riescono ancora a dare risposte a tutti quei Cittadini che in questi giorni hanno potuto leggere (tutte o in parte) le 389 pagine del "faldone", tanto per citare Emilio Fede...
Scarica da qui!
La verità ora è palese, nessuno può più giustificarvi usando la razionalità. Sei colpevole. Devi andartene. Inutile mentire ancora, non fai che aggravare la tua situazione, già di per sé abbastanza catastrofica...
Saranno numerose le cose che lei ha imparato da questa faccenda: le bugie hanno le gambe corte, un po' come le sue e gli italiani non si fanno problemi a sputtanare alcuna persona, non serve Wikileaks a noi, ci si arrangia come si può ed in poche ore quasi 400 pagine di atti  giudiziari erano reperibili ovunque: torrent, emule, server di tutta Italia...

Avrà imparato anche che lei non ha diritto ad alcuna privacy, perché lei mi (e ci) rappresenta in tutto il mondo e deve farlo con decoro, con intelligenza e rispetto! Nel momento in cui prende carica lei è al servizio degli italiani, non al comando!

Di seguito, dopo una veloce lettura di diverse pagine, lascerò un paio di link per scaricare gli atti giudiziari che la riguardano (insieme ai suoi amici Fede e Mora ed alle sue puttanelle da strapazzo), spero non le dispiaccia, anzi, non me ne frega!

lunedì 17 gennaio 2011

Leggere fino in fondo

Gli operai della Fiat sono ritornati al lavoro. Tradimento? Rinnegamento delle idealità rivoluzionarie? Gli operai della Fiat sono uomini in carne e ossa. Hanno resistito per un mese. Sapevano di lottare e resistere non solo per sé, non solo per la restante massa operaia torinese, ma per tutta la classe operaia italiana. 
 
Hanno resistito per un mese. Erano estenuati fisicamente perché da molte settimane e da molti mesi i loro salari erano ridotti e non erano più sufficienti al sostentamento familiare, eppure hanno resistito per un mese. Erano completamente isolati dalla nazione, immersi in un ambiente generale di stanchezza, di indifferenza, di ostilità, eppure hanno resistito per un mese. 
 
Sapevano di non poter sperare aiuto alcuno dal di fuori: sapevano che ormai alla classe operaia italiana erano stati recisi i tendini, sapevano di essere condannati alla sconfitta, eppure hanno resistito per un mese. Non c'è vergogna nella sconfitta degli operai della Fiat. Non si può domandare a una massa di uomini che è aggredita dalle più dure necessità dell'esistenza, che ha la responsabilità dell'esistenza di una popolazione di 40.000 persone, non si può domandare più di quanto hanno dato questi compagni che sono ritornati al lavoro, tristemente, accoratamente, consapevoli della immediata impossibilità di resistere più oltre o di reagire. 
 
Specialmente noi comunisti, che viviamo gomito a gomito con gli operai, che ne conosciamo i bisogni, che della situazione abbiamo una concezione realistica, dobbiamo comprendere il perché di questa conclusione della lotta torinese. 
 
Da troppi anni le masse lottano, da troppi anni esse si esauriscono in azioni di dettaglio, sperperando i loro mezzi e le loro energie. E' stato questo il rimprovero che fin dal maggio 1919 noi dell' "Ordine Nuovo" abbiamo incessantemente mosso alle centrali del movimento operaio e socialista: non abusate troppo della resistenza e della virtù di sacrificio del proletariato; si tratta di uomini comuni, uomini reali, sottoposti alle stesse debolezze di tutti gli uomini comuni che si vedono passare nelle strade, bere nelle taverne, discorrere a crocchi sulle piazze, che hanno frame e freddo, che si commuovono a sentir piangere i loro bambini e lamentarsi acremente le loro donne. 
 
Il nostro ottimismo rivoluzionario è stato sempre sostanziato da questa visione crudamente pessimistica della realtà umana, con cui inesorabilmente bisogna fare i conti. Già un anno fa noi avevamo previsto quale sbocco fatalmente avrebbe avuto la situazione italiana, se i dirigenti responsabili avessero continuato nella loro tattica di schiamazzo rivoluzionario e di pratica opportunistica. E abbiamo lottato disperatamente per richiamare questi responsabili a una visione più reale, a una pratica più congrua e più adeguata allo svolgersi degli avvenimenti. 
 
Oggi scontiamo il fio, anche noi, dell'inettitudine e della cecità altrui; oggi anche il proletariato torinese deve sostenere l'urto dell'avversario, rafforzato dalla non resistenza degli altri. Non c'è nessuna vergogna nella resa degli operai della Fiat. Ciò che doveva avvenire è avvenuto implacabilmente. La classe operaia italiana è livellata sotto il rullo compressore della reazione capitalistica. Per quanto tempo? Nulla è perduto se rimane intatta la coscienza e la fede, se i corpi si arrendono ma non gli animi. 
Gli operai della Fiat per anni e anni hanno lottato strenuamente, hanno bagnato del loro sangue le strade, hanno sofferto la fame e il freddo; essi rimangono, per questo loro passato glorioso, all'avanguardia del proletariato italiano, essi rimangono militi fedeli e devoti della rivoluzione. Hanno fatto quanto è dato fare a uomini di carne ed ossa; togliamoci il cappello dinanzi alla loro umiliazione, perché anche in essa è qualcosa di grande che si impone ai sinceri e agli onesti. 

Da "Uomini in carne e ossa" di Antonio Gramsci
"L'Ordine Nuovo", 8 maggio 1921

domenica 16 gennaio 2011

Presente!

Ho in sospeso un post sull'Unità d'Italia e sulla stupidità di festeggiarne i 150 anni, ma in questi giorni ho pensato a lungo alla condizione italiana odierna e come essa si prospetti per il futuro, prossimo e non.
Il Paese è completamente diviso, in tutto: in politica, nelle ideologie, nella cultura... Dal 1948 ad oggi è stato ignorato uno dei punti più importanti all'interno della società, ovvero diffondere conoscenza e ragione; probabilmente ciò non è capitato per caso... Negli ultimi venti anni in particolari i Governi hanno spinto per cambiare lo stile di vita in maniera molto furba: lentamente.
Così pian piano sono aumentati i prezzi, si è ridotta la qualità della vita, sono aumentate le tasse e diminuiti i servizi... Tutto ciò in maniera talmente lenta che alla gente è bastato poco per credere che tutto ciò fosse normale, che sia l'evoluzione; giornali e televisioni hanno accompagnato questa tattica impedendo la diffusione delle informazioni e sostenendo che tutto fosse sempre in regola. La gente è entrata nell'ottica dei Governi che dicon di far di tutto, quindi lo fanno, anche se chiunque alla fine di ogni anno saprebbe tirare le somme del NULLA risolto, migliorato od introdotto dalla Classe Dirigente del Paese.

La Democrazia è inutile se non accompagnata da informazione libera e reale.

Molti Cittadini sono letteralmente scappati, si sono trasferiti all'estero alla ricerca di condizioni ed alternative migliori, di una vita invece che della sopravvivenza... Io sono sempre stato contrario a questo modo di fare perché è importante rimanere nel proprio Paese nel momento del bisogno e collaborare per cambiare realmente le cose, per abbattere i regimi, le mafie ed ogni tipo di malavita organizzata, per partecipare alla lotta che DEVE nascere in un Paese in cui la Democrazia è destinata al patibolo. Ma gli italiani, forti del loro perbenismo e bigottismo, non hanno probabilmente voglia di cambiare, han deciso di accettare il loro stato di sudditi e sono pronti a sacrificare le proprie condizioni di vita da qui a tempo indeterminato; in tanti portano avanti piccole battaglie locali, ma regna la divisione anche qui e le poche volte in cui l'unione riuscirebbe a far davvero la forza, tutti i signorotti che non partecipano a tale unione sono pronti a condannare ogni atto diverso dalla mera parola.

Arrivati a metà Gennaio del secondo decennio del secolo dunque, ho preso una decisione: proverò anche io ad andarmene. Sono stanco, sfiduciato e schifato... Questa società, in cui persino far del bene ti mette in cattiva luce, non fa per me.

In un paio d'anni conto di riuscire ad organizzarmi, sono pronto ad accontentarmi davvero di poco, ma non voglio far parte di un Paese che accetta la Mafia, la corruzione, il razzismo e l'omofobia. Sperate per me...

giovedì 13 gennaio 2011

Cara Ilenia,
in relazione ai fatti compresi nel periodo agosto/ottobre 2009, con la presente sono a porti le mie più sincere scuse per le offese e le ingiurie da me proferite nei tuoi confronti con affermazioni non veritiere.
Mi dispiace sinceramente di averti pubblicamente definito una “troia”, cosa che so non essere assolutamente vera e che non ho mai pensato realmente di te.
Scusami se la mia condotta ti ha fatto apparire agli occhi di tutti quelli che leggevano il mio blog completamente diversa da quella che tu sei in realtà, e scusami perché con le mie affermazioni ho fatto in modo che troppe persone conoscessero dati e fatti della tua vita personale e privata che non avrebbero dovuto diventare di pubblico dominio. Sono addolorato per la mortificazione e l’umiliazione che ti ho fatto subire.
Mi dispiace di averti augurato di morire in mezzo ad atroci sofferenze e gravi malattie, cosa che certo non ti meriti e che non ho mai avuto la reale intenzione di augurarti.
Certo della tua comprensione ed impegnandomi a non ripetere simili condotte, ti faccio i miei migliori auguri per un futuro pieno di felicità e successi.
Con affetto
Simone

domenica 5 dicembre 2010

Ordinanze farlocche...

Da tempo volevo scrivere a proposito di ciò che segue, ma fra una balla e l'altra non l'ho mai fatto, anche perché mi piace poter prima discutere delle questioni direttamente con le persone interessate, ma queste, a S.Angelo, troppo spesso ignorano consigli, critiche, dubbi o lamentele di chi, in buona fede, altro non fa che esporre le situazioni senza paraocchi...

Lo scorso 11 Novembre il Comune di S.Angelo Lodigiano ha emanato un'ordinanza relativa ai terreni incolti che considero decisamente accettabile in linea di principio, ma che pone anche parecchi dubbi in quanto il Comune stesso, per primo, non sembra rispettarla.

L'ordinanza (scaricabile qui e qui) "ordina ai proprietari, locatori o affittuari o altri soggetti aventi titolo o chi per legge li rappresenta, di mantenere le aeree circostanti le abitazioni o altri edifici in stato decoroso e di provvedere allo sfalcio di quelle a giardino, incolte ovvero in attesa di costruzione o comunque considerabili in stato di abbandono, in maniera tale da evitare il degrado ambientale e l'eventuale insorgere di problemi di carattere igienico-sanitario". Fin qui siam tutti d'accordo. no?

Perfetto, ora esco di casa e vado a fare una passeggiata, quindi passo obbligatoriamente da Via Luigi Calabresi e da Via Carlo Albero dalla Chiesa, solo che ad un certo punto sono costretto ad attraversare la strada per proseguire sul marciapiede, perché? vi chiederete voi... Il motivo è presto detto, anzi, mostrato:
Il marciapiede sparisce! Prende il suo posto una discreta distesa erbosa, tutto ciò a pochi metri dalle case! Tanto per chiarirci, qualche foto che mostra bene l'evidente problema:

Lo scorso anno è stata inaugurata la Via Riccardo Cocchi, mai asfaltata e lasciata a sé stessa con conseguente crescita di ogni tipo di flora, è stato inoltre abbattuto il pezzo di marciapiede necessario per creare il nuovo ingresso, insieme ad esso è stato rimosso anche lo strato di asfalto al rimanente tratto di marciapiede (non si sa bene il motivo) e da allora la questione è sempre peggiorata, in quanto anche la strada tende a rovinarsi. Sottolineo che in zona non c'è alcun lavoro in corso che possa giustificare la momentanea condizione alterata di strada e zona pedonale.

Ora, sempre facendo riferimento all'ordinanza di cui sopra, penso che il Comune debba ai Cittadini "da € 150,00 (Euro centocinquanta) ad € 450,00 (Euro quattrocentocinquanta)", mi metto subito in coda per la riscossione!

Vorrei anche sottolineare che, per chi vive nella zona Pedrinetta, le condizioni  di questa strada (potremmo addentrarci anche in Via Aldo Moro e sistemarne il pericoloso marciapiede) sono particolarmente importanti essendo l'unica che porta alle case. A chi devo far riferimento? Al Sindaco Domenico Crespi, all'Assessore all'Ecologia Mario Felice Ferrarese o al responsabile, citato nell'ordinanza, Rag. Giovanni Battista Scarioni?

Ciao a tutti e scusate se non ho scritto benissimo, ma sono sveglio da un botto... Buona Domenica!

giovedì 18 novembre 2010

Genialità incompresa

S.Angelo non è mai stata così unita come quando si tratta di giudicare la nuovissima panchina/fontana/bidet costruita in Piazza Duca degli Abruzzi dopo aver scoperto che avanzavano circa 400.000 euro dei fondi stanziati per la promozione delle stronzate da record. Circa un quarto di tali soldi è invece stato usato per introdurre l'insegnamento del dialetto nelle scuole elementari...
Quella che vedete in foto non è un treno (come ha supposto ingenuamente il mio fratellino di cinque anni), non è una balena spiaggiata e nemmeno una discoteca di nuova generazione, come potrebbero far pensare le lucette multicolore; si tratta invece della panchina di cui sopra, qualcosa di cui S.Angelo sentiva proprio l'esigenza.
La verità è che non bisogna soffermarsi solo al discutibile aspetto, al ridicolo posizionamento ed alla nulla utilità, è necessario approfondire e, signori, noi l'abbiamo fatto, comprendendo dunque che questo progetto non è stato un errore dell'Amministrazione Comunale, che come sempre ha avuto un'idea geniale, ma ha dovuto interromperla per colpa della diffidenza dei Barasini... Infatti è evidente a tutti che questa "cosa" non possa essere concepita come panchina né come fontana, probabilmente in origine aveva svariati scopi, solo che noi non siamo riusciti a coglierli... Di seguito ipotizzeremo qualcuno di tali scopi e vi faremo così cambiare idea su questa splendida struttura...



Grande lavandino pubblico
La forma della "fontana" è adatta ed il continuo ricircolo di acqua permetterà a tutti di ottenere un grande lavello pubblico gratuito; prima di uno spuntino al bar, di una merendina o dopo una pisciatina dietro uno degli alberelli è sempre buona cosa lavarsi le mani, quindi basterebbe ottimizzare il progetto con dei distributori di sapone liquido (le saponette sono pericolose...), possibilmente antiallergico e molto profumato.
Ora passiamo al possibile posizionamento dei distributori in questione: pensavamo al centro ed ai lati, ma essendo la panchina molto lunga sarebbe comodo anche a metà fra il primo ed il secondo e a metà fra il secondo ed il terzo. Sarebbe ottimo e sicuramente utile, completerebbe un progetto già di per sé molto importante e, soprattutto, utile.

Parrucchiere all'aperto
Molto comodo durante le calde e soleggiate giornate estive; chi non vorrebbe infatti poter lavorare all'aperto? Assaporare la calda ed insopportabile brezza dello Scirocco, inspirare il limpido strato di smog offerto da ogni città degna di questo nome, farsi osservare dai passanti ed ottenere così pubblicità gratuita... Tutte esperienze possibili, da oggi, grazie alla splendida panchina di Piazza Duca degli Abruzzi!
Immaginate, parrucchieri di tutto il mondo, di poter far accomodare le vostre amatissime clienti su di un ineguagliabile pezzo di cemento dipinto di bianco, per poi eseguire il taglio che vi spetta e poter dire: "Prego, chini la testa all'indietro in modo che i capelli si possano bagnare con la santissima acqua della Sorgente Barasina, è il momento dello shampoo...". Esatto! Perché ora anche questo sarà possibile, c'è pure lo spazio per appoggiare tutto il materiale utile ad un parrucchiere che si rispetti! Dite addio all'affitto del vostro locale nei mesi estivi e passate anche voi alla nuova proposta di lavoro: il parrucchiere all'aperto!

Spazio notturno per barboni
Ecco che la cara Giunta si dimostra non solo geniale, ma anche altruista nei confronti dei senza tetto! La lunghezza della panchina permette infatti di accomodarsi ad un numero altissimo di persone, anche sdraiate, venendo così incontro alle esigenze di qualunque barbone o pellegrino non accasato per la notte.
Al mattino sarà poi possibile lavarsi la faccia ed i denti sfruttando la fresca acqua della fontana che, in tutta la sua limpidezza, potrà divenire un'ottima amica per l'igiene :) Anche in questo caso chiediamo a chi di dovere di fornire sapone e dentifricio gratuitamente, in modo da rendere il servizio accessibile davvero a chiunque.

Acquario cittadino
Ebbene sì, perché non trasformare la nuovissima fontana anche in un acquario? Sarebbe una mossa molto intelligente, sia perché abbellirebbe il luogo, sia perché ci porterebbe ai livelli turistici di Genova con il suo piccolo ed insignificante acquarietto da strapazzo...
L'acqua non è molto alta, si tratta di un paio di centimetri, ma per prima cosa spero si alzi il livello quando la gente capirà l'importanza di questo progetto, inoltre basterebbe far immergere solamente pesci di piccolissima taglia, come i neon, gli otocinclus, le petitelle e pesci simili... Aggiungerei che si potrebbe anche aprire una sorta di "commercio" di queste specie la Domenica mattina, durante il mercato, spostando quindi la bancarella degli animali da Piazza Caduti a qui.  Sarebbe carino che i bimbi di S.Angelo potessero divertirsi ad osservare i pesciolini che nuotano liberamente nell'acqua della loro panchina preferita!

Pista di pattinaggio
Aspettandoci più o meno tutti che l'acqua possa divenire ghiaccio durante le fredde giornate (ma soprattutto nottate) invernali, perché non sfruttare l'ampia fontana come pista di pattinaggio?
Ovviamente dovrebbe essere ad ingresso gratuito, chessò, tre persone alla volta e gli altri attendono seduti sulla fredda panchina. Altra idea degna di un guru dell'ingegneria, chiediamo perdono a Crespi per non aver compreso prima anche questa fantastica funzione, introvabile in altre città.


Per concludere vorremmo congratularci per aver offerto ai cittadini non un prato, non tanti bei fiorellini colorati, non un luogo d'aggregazione coperto aperto a tutti, bensì un bellissimo panorama da poter osservare una volta seduti sulla meravigliosa panchina:
Molte grazie anche per l'aggiunta dei posti auto a pagamento (ci mancavano, ci tenevamo tanto e voi li avete messi!) e dei due stupenti, utili ed altissimi dossi/colline/cavalcavia posti all'ingresso ed all'uscita della piazza, aiutano molto a migliorare la viabilità, davvero grazie!