In quella strana Betlemme (o Nazaret, nessuno lo sa), città palestinese dal discutibile clima e famosa da almeno 2000 anni per gli alberghi stracolmi nel periodo natalizio, riprodotta in soggiorno sta accadendo qualcosa di strano.
Sicuramente è tutto frutto di questo clima di tensione provocato dalla sinistra, fatto sta che un piccolo gruppo di pupazzetti, probabilmente appartenenti all'area anarco-insurrezionalista, sta occupando abusivamente gli spazi adibiti originariamente a pastorelli ed altri tipici personaggi del folklore cristiano... Gli attivisti si distinguono spesso per le azioni violente, gli slogan insensati e la forte propensione all'anticapitalismo.
Un Pokémon, secondo la questura proveniente dal Centro Sociale "La Mangiatoia", ha occupato il tetto di una casa (sorprendentemente costruita senza finestre) per protestare contro il licenziamento dei muli notturni, ora destinati al macello, sostituiti da dromedari ad alta velocità (i famosi DAV).
Poco più in là, Barbabella usa uno specchietto per riflettere la luce del sole contro le Forze dell'Ordine inviate dal Ministro Erode che avrebbe dichiarato di esser disposto a tutto pur di liberare il presepe, addirittura a renderlo "area di interesse strategico nazionale". I Re Magi hanno sottolineano la necessità di non far pagare l'IMU a Giuseppe e Maria in quanto il loro rifugio è inevitabilmente diventato luogo di culto; hanno aggiunto la questione del voto di povertà annunciato dal bambin Gesù, nonostante le contestazioni degli anarchici che sostengono l'alto valore di oro, incenso e mirra.
Il più aggressivo degli attivisti, identificato dalla Digos come Carletto, già noto alle Procure per precedenti di terrorismo contro la buona cucina, ha addirittura azzannato e tentato di uccidere un povero angioletto presente sul posto accusandolo di essere il vero padre di Gesù; lui, salvato in seguito da mio papà che l'ha spostato trovandolo eccessivamente blasfemo, si è difeso dicendo di non aver sesso, ma non ha voluto calarsi le braghe.
A forte rischio l'area archeologica, soprattutto i resti di un brachiosauro siti sotto il ponte...
La protesta non sembra placarsi e i manifestanti parrebbero intenzionati a mantenere l'occupazione dell'area; le Forze dell'Ordine hanno già provveduto a denunciare i pupazzetti identificati, il prossimo passo sarà probabilmente quello di uno sgombero forzato, anche per permettere alla ditta "Israelcoge S.p.a" di poter lavorare senza pericoli alla costruzione di un muro particolarmente importante.
Buone feste a tutti!
sabato 24 dicembre 2011
Se Gentoo non trova il compilatore...
Non ho tanta voglia di scrivere questo post, però trovo sia giusto perché tratta una procedura che non si trova facilmente nel web... L'elenco di comandi che troverete non è da considerare oro colato, è sicuramente valida sul mio pc, ma va adeguata alle varie situazioni quindi i novellini non scassino i coglioni se distruggono il proprio sistema per amor del copia-incolla. Si chieda quando non si capisce.
Allora, il problema riscontrabile, che può avere mille cause, è il seguente (compilando qualunque cosa):
Ora, la soluzione è semplice (certo, dopo che l'ho trovata io) ma delicata. In poche parole si costruisce un nuovo sistema in /mnt, si ricompila gcc e si copiano i file relativi a gmp nel sistema non funzionante:
Fatto. Funziona tutto. Sono sempre il migliore.
Allora, il problema riscontrabile, che può avere mille cause, è il seguente (compilando qualunque cosa):
checking whether the C++ compiler works... noE andando a leggere il log del configure (cosa che non fa nessuno) si trova un messaggio simile a questo:
configure: error: in `/var/tmp/portage/app-portage/eix-0.23.3-r1/work/eix-0.23.3':
configure: error: C++ compiler cannot create executables
See `config.log' for more details
configure:3267: checking whether the C++ compiler worksoppure
configure:3289: x86_64-pc-linux-gnu-g++ -march=nocona -O2 -pipe -mssse3 -Wl,-O1 -Wl,--as-needed conftest.cpp >&5
/usr/libexec/gcc/x86_64-pc-linux-gnu/4.5.3/cc1plus: error while loading shared libraries: /usr/lib64/libgmp.so.10: invalid ELF header
Sono casi diversi, il secondo potrebbe nascere indipendentemente oppure in seguito alla prima parte di operazioni descritte di seguito. Come dicevo, bisogna adattarsi e capire se può esser un problema collegato a questi casi...configure:3267: checking whether the C++ compiler works
configure:3289: x86_64-pc-linux-gnu-g++ -march=nocona -O2 -pipe -mssse3 -Wl,-O1 -Wl,--as-needed conftest.cpp >&5
/usr/libexec/gcc/x86_64-pc-linux-gnu/4.5.3/cc1plus: error while loading shared libraries: /usr/lib64/libgmp.so.3: no such file o directory
Ora, la soluzione è semplice (certo, dopo che l'ho trovata io) ma delicata. In poche parole si costruisce un nuovo sistema in /mnt, si ricompila gcc e si copiano i file relativi a gmp nel sistema non funzionante:
Se dovesse servire:mkdir /mnt/gentoo
cd /mnt/gentoo
wget http://mirrors.linuxant.fr/distfiles.gentoo.org/releases/amd64/autobuilds/current-stage3/stage3-amd64-20111208.tar.bz2 && wget http://mirrors.linuxant.fr/distfiles.gentoo.org/snapshots/portage-latest.tar.bz2
tar xvjpf stage3-*.tar.bz2
tar xvjf /mnt/gentoo/portage-latest.tar.bz2 -C /mnt/gentoo/usr
cp /etc/conf.d/net etc/conf.d /*cambiare l'ip*/
cp /etc/resolv.conf etc/
cp /etc/make.conf etc/
mount -t proc none /mnt/gentoo/proc
mount -o bind /dev /mnt/gentoo/dev
chroot /mnt/gentoo /bin/bash
env-update
source /etc/profile
export PS1="(chroot) $PS1"
eselect profile set x /*scegliere quello che si usa sulla propria installazione gentoo*/
emerge --sync
emerge gccexitcp -ad /mnt/gentoo/usr/lib64/libgmp* /usr/lib64/
ln -s libgmp.so.10.0.2 libgmp.so.3in modo che produca questo:
Non risolve il fatto che vada a cercare una libreria obsoleta, ma aggira il problema facendogli usare quella più recente.-rw-r--r-- 1 root root 1162942 dic 8 08:03 /usr/lib64/libgmp.a
-rw-r--r-- 1 root root 913 dic 8 08:03 /usr/lib64/libgmp.la
lrwxrwxrwx 1 root root 16 dic 24 09:14 /usr/lib64/libgmp.so -> libgmp.so.10.0.2
lrwxrwxrwx 1 root root 16 dic 24 09:14 /usr/lib64/libgmp.so.10 -> libgmp.so.10.0.2
-rwxr-xr-x 1 root root 456768 dic 8 08:03 /usr/lib64/libgmp.so.10.0.2
lrwxrwxrwx 1 root root 16 dic 24 10:34 /usr/lib64/libgmp.so.3 -> libgmp.so.10.0.2
-rw-r--r-- 1 root root 34530 dic 8 08:03 /usr/lib64/libgmpxx.a
-rw-r--r-- 1 root root 942 dic 8 08:03 /usr/lib64/libgmpxx.la
lrwxrwxrwx 1 root root 17 dic 24 09:14 /usr/lib64/libgmpxx.so -> libgmpxx.so.4.2.2
lrwxrwxrwx 1 root root 17 dic 24 09:13 /usr/lib64/libgmpxx.so.4 -> libgmpxx.so.4.2.2
-rwxr-xr-x 1 root root 18640 dic 8 08:03 /usr/lib64/libgmpxx.so.4.2.2
Fatto. Funziona tutto. Sono sempre il migliore.
mercoledì 7 dicembre 2011
Digiuno
Chiunque segue da vicino la lotta NO TAV conosce bene i principi ed i metodi della lotta non violenta. Personalmente non condivido completamente tutti questi metodi (anche se i principi sono senza dubbio inattaccabili), ma non sono dell'idea di escluderli completamente perché la lotta è molto articolata, per nulla superficiale e dunque è giusto supportarli.
Un mezzo di lotta molto utilizzato dal movimento NO TAV, o per lo meno da numerosi suoi sostenitori, è quello del digiuno: c'è chi l'ha praticato molto a lungo, chi per periodi più ristretti, ma l'importante è il messaggio che si vuole trasmettere e la solidarietà che si vuole esternare nei confronti di chi si impegna ogni giorno per combattere un'ingiustizia.
Non conoscevo la pratica del digiuno prima delle giornate passate in Valle e sono rimasto molto colpito dalla forza di volontà di chi lo pratica; passare diverse giornate senza ingerire nulla di solido, andando avanti ad acqua, tisane, the, succhi di frutta e qualche brodo non deve essere facile ed io lo sto provando in questi giorni.
Io non credo in questo metodo di lotta, sono convinto che non porti a niente se fatto da gente comune e non nota al grande pubblico, ma non posso giudicarlo perché non l'ho mai provato. Per capire cosa comporti (pare che produca benessere) e per esprimere la mia solidarietà nei confronti di chi l'ha già attuato, e magari lo sta portando avanti anche in questi giorni, ho deciso di praticare anche io un piccolo periodo di digiuno.
Sarà un'esperienza nuova, nonché il mio GRAZIE ai NO TAV tutti. Mi sto preparando in questi giorni: da Lunedì mattina ho ridotto in maniera drastica la mia alimentazione e sto quindi mangiando solo un frutto quando sento i morsi della fame, nient'altro. Probabilmente oggi mangerò anche un pomodoro, di altra verdura decente in casa non ce n'è...
Inizierò il digiuno vero e proprio da Giovedì 8, ricorrenza della Liberazione della Piana di Venaus per la quale probabilmente non potrò partecipare al corteo e desidererei concluderlo in 7-10 giorni.
Vediamo come sarà...
Un mezzo di lotta molto utilizzato dal movimento NO TAV, o per lo meno da numerosi suoi sostenitori, è quello del digiuno: c'è chi l'ha praticato molto a lungo, chi per periodi più ristretti, ma l'importante è il messaggio che si vuole trasmettere e la solidarietà che si vuole esternare nei confronti di chi si impegna ogni giorno per combattere un'ingiustizia.
Non conoscevo la pratica del digiuno prima delle giornate passate in Valle e sono rimasto molto colpito dalla forza di volontà di chi lo pratica; passare diverse giornate senza ingerire nulla di solido, andando avanti ad acqua, tisane, the, succhi di frutta e qualche brodo non deve essere facile ed io lo sto provando in questi giorni.
Io non credo in questo metodo di lotta, sono convinto che non porti a niente se fatto da gente comune e non nota al grande pubblico, ma non posso giudicarlo perché non l'ho mai provato. Per capire cosa comporti (pare che produca benessere) e per esprimere la mia solidarietà nei confronti di chi l'ha già attuato, e magari lo sta portando avanti anche in questi giorni, ho deciso di praticare anche io un piccolo periodo di digiuno.
Sarà un'esperienza nuova, nonché il mio GRAZIE ai NO TAV tutti. Mi sto preparando in questi giorni: da Lunedì mattina ho ridotto in maniera drastica la mia alimentazione e sto quindi mangiando solo un frutto quando sento i morsi della fame, nient'altro. Probabilmente oggi mangerò anche un pomodoro, di altra verdura decente in casa non ce n'è...
Inizierò il digiuno vero e proprio da Giovedì 8, ricorrenza della Liberazione della Piana di Venaus per la quale probabilmente non potrò partecipare al corteo e desidererei concluderlo in 7-10 giorni.
Vediamo come sarà...
domenica 4 dicembre 2011
VIA VT1708/A on Gentoo Linux
Un altro post sull'informatica, questo lo scrivo perché il web ha un sacco di informazioni sparse su come risolvere questo problema, ma non si trova un'unica pagina che spieghi in maniera completa come risolvere.
Partiamo dal presupposto di usare un sistema con Kernel 3.x o superiore, perché quelli precedenti non li ho provati (vorrei aggiungere che il kernel 3 è un casino, tutto da ristudiare) e il classico Alsa; La scheda audio in questione potrebbe non produrre alcun suono nonostante venga correttamente riconosciuta:
Alsaconf vi creerà una configurazione errata, alsamixer sembrerà a posto, voi comincerete a sbattere la testa contro ogni tipo di parete e, a meno che non siate il porcellino con la casa di paglia, vi farete parecchio male. La soluzione è molto semplice, cancellare tutto ciò che è presente in /etc/modprobe.d/alsaconf e sostituirlo con questo:
Partiamo dal presupposto di usare un sistema con Kernel 3.x o superiore, perché quelli precedenti non li ho provati (vorrei aggiungere che il kernel 3 è un casino, tutto da ristudiare) e il classico Alsa; La scheda audio in questione potrebbe non produrre alcun suono nonostante venga correttamente riconosciuta:
# lspci | grep -i audio
80:01.0 Audio device: VIA Technologies, Inc. VT1708/A [Azalia HDAC] (VIA High Definition Audio Controller) (rev 10)Ciò che ci frega è probabilmente il casino che viene a crearsi col front panel, ma lo risolveremo. Innanzitutto è bene assicurarsi che la configurazione del kernel sia esatta e qui è facile perché la pagina di Wiki inglese è ben chiara:
Device Drivers --->
M Sound card support --->
M Advanced Linux Sound Architecture --->
[*] PCI sound devices --->
M Intel HD Audio --->
M Intel/SiS/nVidia/AMD/ALi AC97 Controller
Ora, potete passare anche duecento ore a tentare configurazioni prese qua e là in mille forum che trattano il problema, ma non ne caverete una beneamata ostrica a meno che non abbiate delle natiche grosse come una balena. Anzi, di più, come Giuliano Ferrara. Alsaconf vi creerà una configurazione errata, alsamixer sembrerà a posto, voi comincerete a sbattere la testa contro ogni tipo di parete e, a meno che non siate il porcellino con la casa di paglia, vi farete parecchio male. La soluzione è molto semplice, cancellare tutto ciò che è presente in /etc/modprobe.d/alsaconf e sostituirlo con questo:
alias char-major-116 sndSo che nell'ultima riga vi parrebbe logico (come è parso anche a me) inserire snd-via82xx o al massimo la vecchia dicitura snd-vt82xx, ma non è così e non chiedetemi perché. So solo che la documentazione del kernel dice di inserire auto, infatti funziona. Ora vi basterà riavviare Alsa e sarete a cavallo :)
alias char-major-14 soundcore
alias sound-service-0-0 snd-mixer-oss
alias sound-service-0-1 snd-seq-oss
alias sound-service-0-3 snd-pcm-oss
alias sound-service-0-8 snd-seq-oss
alias sound-service-0-12 snd-pcm-oss
alias /dev/mixer snd-mixer-oss
alias /dev/dsp snd-pcm-oss
alias /dev/midi snd-seq-oss
options snd cards_limit=1
alias snd-card-0 snd-hda-intel
alias sound-slot-0 snd-hda-intel
options snd-hda-intel model=auto
domenica 27 novembre 2011
Come scaricare i video di Repubblica TV
Oggi ho notato con piacere che il vecchio Jack ha ripreso a postare sul suo blog; lo fa molto di rado ormai ma i suoi articoli, solitamente, sono interessanti e sanno offrire qualche spunto... In questo post spiega come scaricare in maniera davvero semplice i video da Repubblica TV, illustrando il metodo poco ortodosso che sinceramente ho sempre usato anche io ^^
Avendo bevuto due caffè durante il mogio Sabato sera appena passato, non sono riuscito a prendere sonno ed ho deciso che sarebbe stato carino creare uno scriptino che renda tutto più veloce... Lo si scarica cliccando qui, gli si dà i permessi e lo si usa semplicemente così:
Non ho aggiunto l'interfaccia grafica perché non ne ho voglia ora e non ne intendo impacchettare nemmeno mezza versione per quella merda di Ubuntu perché quando lo facevo diventavo scemo dato che Canonical lavora col culo. L'estensione serve solo perché altrimenti invece di scaricarlo lo visualizza Firefox.
Uno script inutile, da Repubblica si scarica talmente di rado che cercare nel codice come indicava Jack non stanca, ma dovevo passare il tempo in qualche modo... Ciao!
EDIT: vabbuò, ho aggiunto quell'unica riga per implementare l'interfaccia tramite Zenity... Trovate lo script qui, basta metterlo in /usr/bin e si lancia come un qualsiasi programma.
Avendo bevuto due caffè durante il mogio Sabato sera appena passato, non sono riuscito a prendere sonno ed ho deciso che sarebbe stato carino creare uno scriptino che renda tutto più veloce... Lo si scarica cliccando qui, gli si dà i permessi e lo si usa semplicemente così:
./rep.sh url_della_paginaTutto qui, ad esempio:
./rep.sh http://video.repubblica.it/natura/nuova-zelanda-liberi-i-pinguini-blu-salvati-dal-petrolio/81276/79666Se tutto va bene (sono pur sempre le sei e mezza del mattino) dovrebbe scaricare il video (in mp4) con il titolo già sistemato (sostituendo le lettere accentate che, permettete, sono fastidiosissime nei nomi dei file). Credo di aver scritto più cose fra parentesi che nella frase vera e propria.
Non ho aggiunto l'interfaccia grafica perché non ne ho voglia ora e non ne intendo impacchettare nemmeno mezza versione per quella merda di Ubuntu perché quando lo facevo diventavo scemo dato che Canonical lavora col culo. L'estensione serve solo perché altrimenti invece di scaricarlo lo visualizza Firefox.
Uno script inutile, da Repubblica si scarica talmente di rado che cercare nel codice come indicava Jack non stanca, ma dovevo passare il tempo in qualche modo... Ciao!
EDIT: vabbuò, ho aggiunto quell'unica riga per implementare l'interfaccia tramite Zenity... Trovate lo script qui, basta metterlo in /usr/bin e si lancia come un qualsiasi programma.
domenica 20 novembre 2011
AWN 0.4.0 on Gentoo
Ultimamente in Portage sono stati inseriti i pacchetti gnome-extra/avant-window-navigator e gnome-extra/avant-window-navigator-extras alla versione 0.4.0, ovviamente segnati come unstable, peccato che non si riescano a compilare :P
Il problema sta in due file che creerebbero problemi:
La soluzione è estremamente semplice ed è quella di eliminare tali file, che tanto poi reinstallando si mettono a posto...* Detected file collision(s):
*
* /usr/lib64/awn/applets/separator/separator.so
* /usr/share/avant-window-navigator/applets/separator.desktop
rm /usr/lib64/awn/applets/separator/separator.soA questo punto si possono emergere i pacchetti, la configurazione di AWN sarà completamente sputtanata (non chiedetemi perché, sarebbe carino provare a farne prima un backup), ma si potrà lanciare la nuova versione dell'applicazione. Probabilmente non funzionerà il configuratore, non ho annotato l'errore completo, ma in breve non trova il file libawn.so.0; questo perché AWN ha sempre inserito i propri file nelle cartelle più assurde, mentre ora sembra abbia iniziato a rispettare gli standard, solo che va a cercarli ancora nelle vecchie cartelle: a sto punto basterebbe dunque creare un link simbolico da /usr/lib a /usr/local/lib, ma noi siamo pigri quindi faremo risolvere il problema al pc:
rm /usr/share/avant-window-navigator/applets/separator.desktop
revdep-rebuild
sabato 12 novembre 2011
Depositata querela contro Massimo Numa
Il 15 Ottobre 2011, come riferito in questo articolo, tale Massimo Numa, noto giornalista pro-TAV de La Stampa, scriveva qualcosa di fantastico:
Poco male, chi sbaglia è giusto che paghi, quindi nel pomeriggio di Giovedì 10 Novembre ho firmato tutte le carte necessarie all'avvocato per depositare un'adeguata querela.
Massimo Numa, come tanti altri giornalisti, dovrebbe imparare a ragionare prima di scrivere perché i soggetti coinvolti nelle bugie dei suoi articoli rischiano di perderci la faccia e la credibilità. A me non è la prima volta che succede e sinceramente mi sarei anche rotto i maroni...
Ieri infine Digos e carabinieri dei Cacciatori di Calabria hanno bloccato una quarantina di attivisti, guidati da Simone Cavalcanti, un lodigiano in Val Susa da mesi, ormai esperto di sentieri e postazioni. Quasi tutti residenti fuori dal Piemonte. Tra questi, alcuni soggetti con precedenti di polizia per scontri di piazza avvenuti in tutta Italia.Si riferiva alla serata precedente, il 14 Agosto, accusandomi di fatti assolutamente inventati, quando in realtà io non ero presente nemmeno nelle serate del 13 e del 12...
Poco male, chi sbaglia è giusto che paghi, quindi nel pomeriggio di Giovedì 10 Novembre ho firmato tutte le carte necessarie all'avvocato per depositare un'adeguata querela.
Massimo Numa, come tanti altri giornalisti, dovrebbe imparare a ragionare prima di scrivere perché i soggetti coinvolti nelle bugie dei suoi articoli rischiano di perderci la faccia e la credibilità. A me non è la prima volta che succede e sinceramente mi sarei anche rotto i maroni...
venerdì 11 novembre 2011
Il Paese deve collassare
Prima dell'annuncio delle dimissioni l'ho sostenuto su facebook ed a voce alle persone che mi circondavano: io voglio che rimanga Berlusconi al Governo. Cazzo!
mercoledì 9 novembre 2011
domenica 23 ottobre 2011
Altri inutili chiarimenti sui fatti di Arcore
Visti e considerati gli attacchi personali ricevuti in questi giorni
da persone che mi danno del violento credendo a tutto ciò che scrissero i
giornali a partire dal 6 Febbraio circa ciò che accadde ad Arcore, dove
venni arrestato, penso sia il caso di ribadire alcune cose...
La manifestazione consisteva in un sit-in molto numeroso, ma poco apprezzato da alcuni perché era stato spostato dalla posizione annunciata: in fronte a Villa San Martino. Lo spettacolo consisteva in gente che parlava su di un palco e per lo più prendeva in giro il Presidente Berlusconi.
Nacque un corteo spontaneo che tentò di raggiungere la Villa per parallelizzare un altro sit-in, magari un po' meno ridicolo e più politico, anche se l'argomento principale era sicuramente il caso Ruby, motivo per cui si era scelta la città di Arcore.
Il corteo venne fermato dopo poche centinaia (o decine) di metri da un cordone di Polizia ed un di Carabinieri che impedivano l'accesso alle strade da usare per raggiungere la Villa. Decine di tentativi di dialogare con gli agenti, inutili le richieste di scortarci fino alla casa dei misfatti, ogni tanto partiva qualche carica che loro definiscono "di alleggerimento" ed un ragazzo grondante sangue dalla testa viene portato via in ambulanza. Io non c'ero durante questa carica, ho visto però i video dopo, nessuna violenza da parte dei manifestanti, vidi solo questo ragazzo mentre tornavo da un giro al bar e decisi di mettermi il casco non capendo che stesse succedendo... Da lì ci sedemmo innanzi ai cordoni e tutto proseguì tranquillamente.
Si disse di un agente ferito da una bottiglia in testa, si
raccontava di otto punti di sutura, ma non si vide alcuna ulteriore
ambulanza, nessuna macchia di sangue, nessun soccorso e l'agente in
questione il primo maggio successivo non aveva niente in testa. Otto
punti spariti magicamente nel nulla... Chi ha orecchie per intendere...
Quando capimmo che non saremmo mai arrivati alla Villa abbiamo deciso di spostarci verso la stazione ed occupammo pacificamente un incrocio, tutti sorridenti, comunicando con gli automobilisti e approfittando del calore di un'auto rimasta in mezzo alla strada... Tutto molto allegro e fraterno.
Quando si avvicinarono le Forze dell'Ordine (o presunto tale) tutti alzammo le mai ed un sacco di gente venne manganellata. Non ci furono reazioni particolari dai manifestanti, nessun lancio, solo tentativi di ripararsi dalle manganellate, non so chi di voi le ha mai provate, non sono cose dolci...
Ad un tratto, mentre scattavo una foto, mi sentii spingere dalle
spalle, venni scaraventato a destra e sinistra, sentivo il manganello
sulla mia testa e sulle bracia, poi un poliziotto tentò invano di
togliermi il casco, fra una manganellata e l'altra venni portato sul
marciapiede, schiacciato contro un muro e procedettero con l'arresto
chiedendomi di consegnare casco e documenti. Lo feci. Urlai di
recuperare il mio telefono che era caduto durante la colluttazione, lo
raccolse l'Ispettore De Angelis e me lo consegnò prima che mi portassero
in questura; il display era a pezzi, nessuno mi rimborserà mai.
Il tutto intorno alle 19.00, l'accusa di "resistenza oltraggiosa a pubblico ufficiale" venne decisa solo alle 23.30, dopodiché mi portarono in cella di sicurezza ed il giorno dopo ci fu il processo per direttissima in cui fu convalidato l'arresto.
Detto questo, PER CHI AMA PARLARE A VANVERA, se non credete alla mia versione siete liberi di recarvi al Tribunale di Monza, piano terra, uffici del Giudice Airò, e consultare tutti gli atti e le deposizioni relative alle udienze del 7 Febbraio e del 22 Marzo, che tanto sono pubbliche. Di più non so che dire, la sentenza del 6 Febbraio 2012 parlerà per me.
La manifestazione consisteva in un sit-in molto numeroso, ma poco apprezzato da alcuni perché era stato spostato dalla posizione annunciata: in fronte a Villa San Martino. Lo spettacolo consisteva in gente che parlava su di un palco e per lo più prendeva in giro il Presidente Berlusconi.
Nacque un corteo spontaneo che tentò di raggiungere la Villa per parallelizzare un altro sit-in, magari un po' meno ridicolo e più politico, anche se l'argomento principale era sicuramente il caso Ruby, motivo per cui si era scelta la città di Arcore.
Il corteo venne fermato dopo poche centinaia (o decine) di metri da un cordone di Polizia ed un di Carabinieri che impedivano l'accesso alle strade da usare per raggiungere la Villa. Decine di tentativi di dialogare con gli agenti, inutili le richieste di scortarci fino alla casa dei misfatti, ogni tanto partiva qualche carica che loro definiscono "di alleggerimento" ed un ragazzo grondante sangue dalla testa viene portato via in ambulanza. Io non c'ero durante questa carica, ho visto però i video dopo, nessuna violenza da parte dei manifestanti, vidi solo questo ragazzo mentre tornavo da un giro al bar e decisi di mettermi il casco non capendo che stesse succedendo... Da lì ci sedemmo innanzi ai cordoni e tutto proseguì tranquillamente.
![]() |
| L'Agente, 1 Maggio 2011 |
Quando capimmo che non saremmo mai arrivati alla Villa abbiamo deciso di spostarci verso la stazione ed occupammo pacificamente un incrocio, tutti sorridenti, comunicando con gli automobilisti e approfittando del calore di un'auto rimasta in mezzo alla strada... Tutto molto allegro e fraterno.
Quando si avvicinarono le Forze dell'Ordine (o presunto tale) tutti alzammo le mai ed un sacco di gente venne manganellata. Non ci furono reazioni particolari dai manifestanti, nessun lancio, solo tentativi di ripararsi dalle manganellate, non so chi di voi le ha mai provate, non sono cose dolci...
Ad un tratto, mentre scattavo una foto, mi sentii spingere dalle
spalle, venni scaraventato a destra e sinistra, sentivo il manganello
sulla mia testa e sulle bracia, poi un poliziotto tentò invano di
togliermi il casco, fra una manganellata e l'altra venni portato sul
marciapiede, schiacciato contro un muro e procedettero con l'arresto
chiedendomi di consegnare casco e documenti. Lo feci. Urlai di
recuperare il mio telefono che era caduto durante la colluttazione, lo
raccolse l'Ispettore De Angelis e me lo consegnò prima che mi portassero
in questura; il display era a pezzi, nessuno mi rimborserà mai.Il tutto intorno alle 19.00, l'accusa di "resistenza oltraggiosa a pubblico ufficiale" venne decisa solo alle 23.30, dopodiché mi portarono in cella di sicurezza ed il giorno dopo ci fu il processo per direttissima in cui fu convalidato l'arresto.
Detto questo, PER CHI AMA PARLARE A VANVERA, se non credete alla mia versione siete liberi di recarvi al Tribunale di Monza, piano terra, uffici del Giudice Airò, e consultare tutti gli atti e le deposizioni relative alle udienze del 7 Febbraio e del 22 Marzo, che tanto sono pubbliche. Di più non so che dire, la sentenza del 6 Febbraio 2012 parlerà per me.
giovedì 20 ottobre 2011
Perché MoVimento 5 Stelle
Qualcuno di voi saprà che, insieme ad un amico, ho dato via al MoVimento 5 Stelle pure qui a Sant'Angelo. Presto saremo a farci conoscere in piazza, sotto il gazebo durante le fredde mattine domenicali, per ora stiamo cercando gente interessata a questo "gruppo di lavoro", perché così mi piace definirlo.
Ogni battaglia che si combatta ha bisogno di metodo e l'unico metodo per assumere importanza e visibilità a Sant'Angelo a tal punto da riuscire a cambiare le cose, secondo me, è quello di entrare a far parte dell'amministrazione o, per lo meno, dell'opposizione ufficiale, anche al di fuori del Consiglio comunale.
Qualcuno saprà che non impazzisco per Beppe Grillo per diversi motivi, a partire da alcuni fatti personali che vedono lui fare promesse nei miei confronti in maniera pubblica e poi non rispettarle, ma qui non si tratta di Grillo, si tratta di utilizzare un nome già noto, di far parte di un movimento già affermato (4.7% a livello nazionale, 5.5% nella Regione Molise, 10% nella sola Bologna) e che sostenga ideali meritevoli e condivisibili.
Il MoVimento santangiolino non ha superiori, non è legato ad obblighi di partito, ha carta bianca su qualunque decisione, questo perché è completamente autonomo, nasce e lavora a Sant'Angelo, è formato solo da abitanti di Sant'Angelo, nasce per Sant'Angelo, nell'interesse di Sant'Angelo.
Promuoverà un nuovo modo di amministrare, un nuovo modo di interagire con le persone, un nuovo modo di fare politica, un nuovo modo di vivere la città. Vuole cambiare la situazione attuale uscendo dagli schemi della politica che sono sempre uguali dai tempi della prima Repubblica, vuole ribadire l'importanza della sovranità popolare, dell'interesse pubblico e del valore di ogni singola persona.
Voi lo sapete, sono un sognatore, ma nell'ambito della socio-politica ho sempre mosso il culo, talvolta anche ottenendo risultati... Per questo ho deciso che a Sant'Angelo possa esser parte del MoVimento 5 Stelle al fine di realizzare il mio sogno: realizzare i sogni di tutti.
Ogni battaglia che si combatta ha bisogno di metodo e l'unico metodo per assumere importanza e visibilità a Sant'Angelo a tal punto da riuscire a cambiare le cose, secondo me, è quello di entrare a far parte dell'amministrazione o, per lo meno, dell'opposizione ufficiale, anche al di fuori del Consiglio comunale.
Qualcuno saprà che non impazzisco per Beppe Grillo per diversi motivi, a partire da alcuni fatti personali che vedono lui fare promesse nei miei confronti in maniera pubblica e poi non rispettarle, ma qui non si tratta di Grillo, si tratta di utilizzare un nome già noto, di far parte di un movimento già affermato (4.7% a livello nazionale, 5.5% nella Regione Molise, 10% nella sola Bologna) e che sostenga ideali meritevoli e condivisibili.
Il MoVimento santangiolino non ha superiori, non è legato ad obblighi di partito, ha carta bianca su qualunque decisione, questo perché è completamente autonomo, nasce e lavora a Sant'Angelo, è formato solo da abitanti di Sant'Angelo, nasce per Sant'Angelo, nell'interesse di Sant'Angelo.
Promuoverà un nuovo modo di amministrare, un nuovo modo di interagire con le persone, un nuovo modo di fare politica, un nuovo modo di vivere la città. Vuole cambiare la situazione attuale uscendo dagli schemi della politica che sono sempre uguali dai tempi della prima Repubblica, vuole ribadire l'importanza della sovranità popolare, dell'interesse pubblico e del valore di ogni singola persona.
Voi lo sapete, sono un sognatore, ma nell'ambito della socio-politica ho sempre mosso il culo, talvolta anche ottenendo risultati... Per questo ho deciso che a Sant'Angelo possa esser parte del MoVimento 5 Stelle al fine di realizzare il mio sogno: realizzare i sogni di tutti.
mercoledì 19 ottobre 2011
A partire dalla Torino - Lione
Prima parlare del 15 Ottobre, per cui ci vorrebbe qualche ora, e del 23 Ottobre, per cui ci vorrebbe una dose di tranquillanti, voglio proporre semplicemente uno spot che andrà presto in onda su Rai Tre.
Lo trovate cliccando qui, perché non ho voglia di cercarne il link preciso per incorporarlo direttamente nel blog, anche se su Repubblica è facilissimo.
Io, che in tutta sincerità mi ritengo abbastanza preparato sull'argomento, lo doppierei così:
Lo trovate cliccando qui, perché non ho voglia di cercarne il link preciso per incorporarlo direttamente nel blog, anche se su Repubblica è facilissimo.
Io, che in tutta sincerità mi ritengo abbastanza preparato sull'argomento, lo doppierei così:
Immagina un futuro in cui non ci siano treni per i pendolari...Forse dovrei doppiarlo seriamente...
Immagina un futuro in cui le persone possono sentirsi servi di un'unica grande mafia: la 'ndrangheta...
Immagina l'aria infestata di amianto e un futuro ricco di nuove malattie...
Nuove linee veloci per i grandi corridoi europei: da Genova a Milano e da Lione a Ljubljana collegando Torino e Trieste...
Transpadana: ogni giorno vi inganniamo tutti, a partire dalla Torino - Lione.
lunedì 17 ottobre 2011
La storia del piccolo paese
C'era una volta un piccolo paese...
Nel piccolo paese c'erano le case a sud, la centrale elettrica per dar luce agli abitanti a est, un piccolo museo a nord e ad ovest, in mezzo ai boschi, anche una piccola baita.
Nelle case del piccolo paese vivevano tutti gli abitanti, tranne una famigliola che viveva nella piccola baita, ma che aveva sempre ospiti e riempiva così di gente la valle in cui si trovava il piccolo paese.
Un giorno il sindaco capitalista del piccolo paese, una persona coerente, un uomo tutto d'un pezzo, venne a sapere che dentro la montagna che fiancheggiava il piccolo paese, proprio nei pressi della piccola baita, si trovava un tesoro dal valore inestimabile.
Il piccolo paese però era molto attento all'ambiente, non avrebbe mai potuto permettere che si trivellasse la montagna per trovare il tesoro e il sindaco capitalista lo sapeva, quindi spiegò a tutti che non si sarebbe fatto alcun lavoro del genere, ma che erano state selezionate alcune persone per una semplice perlustrazione nella zona.
Ovviamente la famiglia della piccola baita si oppose ed alle sue lamentele si aggiunsero quelle dei tanti ospiti che la famiglia della piccola baita invitava ogni sera per giocare, mangiare e, qualche volta, passare la notte insieme. Gli ospiti della piccola baita tenevano particolarmente a quel posto e molti decisero di stabilirsi lì. Solo che, la piccola baita, proprio come dice il nome, era piccola, non poteva ospitarli tutti, quindi gli ospiti della piccola baita cominciarono a dormire per terra, poi in giro nei boschi, con delle piccole tende da campeggio, in piccoli sacchi a pelo.
Così il sindaco capitalista del piccolo paese cercò di calmare le acque e spiegò che non c'era da preoccuparsi, se si fosse superato il limite si sarebbe addirittura dimesso.
Un mattino però, gli abitanti della piccola baita vennero svegliati da forti rumori: si alzarono e videro una grande ruspa che distruggeva le loro terre, quando un agente si avvicinò per spiegare con molta gentilezza che il tesoro era diventato una priorità per il sindaco capitalista del piccolo paese e che lo avrebbero cercato proprio dove si trovava la piccola baita. Naturalmente, la famiglia della piccola baita si oppose e con lei anche gli ospiti, ma questa volta si aggiunsero alla protesta anche gli abitanti di tutto il piccolo paese, che divennero a loro volta ospiti della piccola baita.
Ma a nulla servirono le lamentele, dato che vennero recintate con il filo spinato la centrale elettrica, a est ed il piccolo museo a nord. Sui giornali del piccolo paese si annunciò l'inizio dei lavori che avrebbero permesso, nel giro di soli 20 anni, di trovare il tesoro.
La famiglia della piccola baita non capiva, visto che la piccola baita si trovava ad ovest, ma non poteva accettare quel che stava succedendo: le aeree recintate si riempirono di militari con grosse armi, inviati dal sindaco capitalista del piccolo paese, che avevano l'ordine di arrestare tutti gli ospiti della piccola baita che si lamentavano.
Gli ospiti della piccola baita, quelli che dormono in mezzo ai boschi, si lamentavano di continuo e i militari, ogni tanto, sparavo a qualcuno per cercare di spaventare gli altri... Come si dice, colpirne uno per educarne cento.
Tutto ciò costava molto alle casse del piccolo paese, ma il sindaco capitalista era sicuro che il tesoro avrebbe risolto ogni problema finanziario una volta trovato, iniziò quindi a tagliare i servizi per far fronte alla spesa.
La protesta degli ospiti della piccola baita si faceva sempre più imponente e soprattutto rumorosa. Nonostante fosse pacifica ogni tanto ci scappava il morto, sempre perché ogni tanto qualcuno va punito per questa brutta mania che ha di lamentarsi, ma i giornali del piccolo paese tacevano, anzi, facevano di più: scrivevano che i lavori procedevano bene.
Gli ospiti della piccola baita erano sempre più perplessi perché non era cominciato alcun lavoro: la zona interessata al tesoro era ad ovest e lì vivevano loro, mentre i militari stavano a est e a nord. Ma i giornali assicuravano, anche ai paesi vicini, che i lavori procedevano esattamente secondo i piani.
Un giorno i militari arrestarono una donna, una che viveva nei boschi intorno alla piccola baita dormendo in una piccola tenda, che non solo protestava facendo tanto rumore, ma urlava anche parole fortemente offensive come "diritti umani", "democrazia", "sovranità popolare", "cultura", "costituzione"... Insomma, una donnaccia. Venne processata e finì alla forca, così il sindaco capitalista del piccolo paese poté dimostrare agli altri piccoli paesi che lui sapeva gestire bene la situazione e che potevano fidarsi di lui al punto da donare qualche soldo, ogni tanto, al piccolo paese, così poi si sarebbe potuto dividere il tesoro.
Ma l'arresto non fermò la protesta degli ospiti della piccola baita che invece si distribuirono in tutto il territorio, invasero i piccoli paesi confinanti per spiegare a tutti gli abitanti cosa stava succedendo alla piccola baita.
Nel frattempo la situazione rimaneva stabile: a nord ed est vigilavano i militari, alla piccola baita non cominciava alcun lavoro per la ricerca del tesoro, ogni tanto veniva arrestato o sparato qualcuno, i giornali parlavano di lavori a buon punto ed il sindaco capitalista del piccolo paese si arricchiva con le donazioni dei piccoli paesi confinanti, che teneva tutte per sé.
Il sindaco capitalista del piccolo paese era ormai l'uomo più ricco che ci fosse, raccoglieva soldi da tantissimi piccoli paesi che, a loro volta, dovettero sospendere i servizi ai cittadini ed aumentare le tasse. Il sindaco capitalista del piccolo paese però era felicissimo, ormai nemmeno sapeva cosa farsene di tutti quei soldi, ma a lui piaceva possederli, si sentiva potente e forte.
Gli abitanti di tutti i piccoli paesi confinanti però stavano pian piano comprendendo la protesta degli ospiti della piccola baita e cominciavano anche ad esser disperati perché per cercare il tesoro erano arrivati a pagare tasse altissime e molti non arrivavano a fine mese.
Negli anni a venire la protesta si fece dunque sempre più grande, tutti gli abitanti di tutti i piccoli paesi esistenti erano ormai dalla parte degli ospiti della piccola baita. Anzi, erano diventati a loro volta ospiti della piccola baita. Per tutti i sindaci di tutti i piccoli paesi era ormai difficilissimo mantenere il controllo della situazione, tutti gli abitanti erano in rivolta e per loro era il caos.
Anche alcuni militari, che ormai non venivano nemmeno più pagati per il servizio che prestavano, cominciavano a porsi dalla parte degli ospiti della piccola baita e qualcuno di loro diventò anch'esso un ospite della piccola baita. Ma i giornali, pagati coi soldi dell'ormai ricchissimo sindaco capitalista del piccolo paese, continuavano a parlare di lavori che proseguivano e paragonava le proteste degli ospiti della piccola baita ad atti di terrorismo. Certo, nel piccolo paese ormai era divenuto fuori legge anche solo aprire un libro per studiare, quindi era davvero facile passare per terroristi.
Un giorno, tutti gli abitanti di tutti i piccoli paesi, affamati ed in cerca di diritti, decisero di raggiungere il sindaco capitalista del piccolo paese per esiliarlo e ristabilire la pace nella zona. Giunti al suo ufficio però non credettero ai loro occhi: una stanza piena di montagne di denaro, banconote ovunque, tutto era fatto di banconote e monete: i tavoli, le sedie, i quadri, i fogli... Nel piccolo bagno dell'ufficio del sindaco capitalista del piccolo paese anche la carta igienica era fatta di banconote di grosso taglio. Ma del sindaco capitalista nessuna traccia.
Lo trovarono tempo dopo, mentre raccoglievano tutte le ricchezze per distribuirle a tutti gli abitanti di tutti i piccoli paesi: era ormai senza vita, affogato sotto una montagna costruita coi suoi stessi soldi, quelli che aveva sottratto a tutti i piccoli paesi confinanti. Ne aveva raccolti così tanti da perderne il controllo e così morì sommerso dalla propria avidità e dal proprio egoismo.
Il piccolo paese distribuì equamente tutti i soldi, così tutti i piccoli paesi confinanti si stabilizzarono, i militari poterono tornare dalle loro famiglie, il piccolo paese riottenne l'accesso alla centrale elettrica ed al piccolo museo e costruirono insieme un nuovo piccolo paese in cui vigeva la legge dell'amore, della fratellanza, della libertà e dell'uguaglianza.
E la famiglia della piccola baita? Continuò a vivere serena in mezzo ai boschi, ospitando ogni giorno decine di amici. Il fantomatico tesoro non venne più cercato. Mai più.
Nel piccolo paese c'erano le case a sud, la centrale elettrica per dar luce agli abitanti a est, un piccolo museo a nord e ad ovest, in mezzo ai boschi, anche una piccola baita.
Nelle case del piccolo paese vivevano tutti gli abitanti, tranne una famigliola che viveva nella piccola baita, ma che aveva sempre ospiti e riempiva così di gente la valle in cui si trovava il piccolo paese.
Un giorno il sindaco capitalista del piccolo paese, una persona coerente, un uomo tutto d'un pezzo, venne a sapere che dentro la montagna che fiancheggiava il piccolo paese, proprio nei pressi della piccola baita, si trovava un tesoro dal valore inestimabile.
Il piccolo paese però era molto attento all'ambiente, non avrebbe mai potuto permettere che si trivellasse la montagna per trovare il tesoro e il sindaco capitalista lo sapeva, quindi spiegò a tutti che non si sarebbe fatto alcun lavoro del genere, ma che erano state selezionate alcune persone per una semplice perlustrazione nella zona.
Ovviamente la famiglia della piccola baita si oppose ed alle sue lamentele si aggiunsero quelle dei tanti ospiti che la famiglia della piccola baita invitava ogni sera per giocare, mangiare e, qualche volta, passare la notte insieme. Gli ospiti della piccola baita tenevano particolarmente a quel posto e molti decisero di stabilirsi lì. Solo che, la piccola baita, proprio come dice il nome, era piccola, non poteva ospitarli tutti, quindi gli ospiti della piccola baita cominciarono a dormire per terra, poi in giro nei boschi, con delle piccole tende da campeggio, in piccoli sacchi a pelo.
Così il sindaco capitalista del piccolo paese cercò di calmare le acque e spiegò che non c'era da preoccuparsi, se si fosse superato il limite si sarebbe addirittura dimesso.
Un mattino però, gli abitanti della piccola baita vennero svegliati da forti rumori: si alzarono e videro una grande ruspa che distruggeva le loro terre, quando un agente si avvicinò per spiegare con molta gentilezza che il tesoro era diventato una priorità per il sindaco capitalista del piccolo paese e che lo avrebbero cercato proprio dove si trovava la piccola baita. Naturalmente, la famiglia della piccola baita si oppose e con lei anche gli ospiti, ma questa volta si aggiunsero alla protesta anche gli abitanti di tutto il piccolo paese, che divennero a loro volta ospiti della piccola baita.
Ma a nulla servirono le lamentele, dato che vennero recintate con il filo spinato la centrale elettrica, a est ed il piccolo museo a nord. Sui giornali del piccolo paese si annunciò l'inizio dei lavori che avrebbero permesso, nel giro di soli 20 anni, di trovare il tesoro.
La famiglia della piccola baita non capiva, visto che la piccola baita si trovava ad ovest, ma non poteva accettare quel che stava succedendo: le aeree recintate si riempirono di militari con grosse armi, inviati dal sindaco capitalista del piccolo paese, che avevano l'ordine di arrestare tutti gli ospiti della piccola baita che si lamentavano.
Gli ospiti della piccola baita, quelli che dormono in mezzo ai boschi, si lamentavano di continuo e i militari, ogni tanto, sparavo a qualcuno per cercare di spaventare gli altri... Come si dice, colpirne uno per educarne cento.
Tutto ciò costava molto alle casse del piccolo paese, ma il sindaco capitalista era sicuro che il tesoro avrebbe risolto ogni problema finanziario una volta trovato, iniziò quindi a tagliare i servizi per far fronte alla spesa.
La protesta degli ospiti della piccola baita si faceva sempre più imponente e soprattutto rumorosa. Nonostante fosse pacifica ogni tanto ci scappava il morto, sempre perché ogni tanto qualcuno va punito per questa brutta mania che ha di lamentarsi, ma i giornali del piccolo paese tacevano, anzi, facevano di più: scrivevano che i lavori procedevano bene.
Gli ospiti della piccola baita erano sempre più perplessi perché non era cominciato alcun lavoro: la zona interessata al tesoro era ad ovest e lì vivevano loro, mentre i militari stavano a est e a nord. Ma i giornali assicuravano, anche ai paesi vicini, che i lavori procedevano esattamente secondo i piani.
Un giorno i militari arrestarono una donna, una che viveva nei boschi intorno alla piccola baita dormendo in una piccola tenda, che non solo protestava facendo tanto rumore, ma urlava anche parole fortemente offensive come "diritti umani", "democrazia", "sovranità popolare", "cultura", "costituzione"... Insomma, una donnaccia. Venne processata e finì alla forca, così il sindaco capitalista del piccolo paese poté dimostrare agli altri piccoli paesi che lui sapeva gestire bene la situazione e che potevano fidarsi di lui al punto da donare qualche soldo, ogni tanto, al piccolo paese, così poi si sarebbe potuto dividere il tesoro.
Ma l'arresto non fermò la protesta degli ospiti della piccola baita che invece si distribuirono in tutto il territorio, invasero i piccoli paesi confinanti per spiegare a tutti gli abitanti cosa stava succedendo alla piccola baita.
Nel frattempo la situazione rimaneva stabile: a nord ed est vigilavano i militari, alla piccola baita non cominciava alcun lavoro per la ricerca del tesoro, ogni tanto veniva arrestato o sparato qualcuno, i giornali parlavano di lavori a buon punto ed il sindaco capitalista del piccolo paese si arricchiva con le donazioni dei piccoli paesi confinanti, che teneva tutte per sé.
Il sindaco capitalista del piccolo paese era ormai l'uomo più ricco che ci fosse, raccoglieva soldi da tantissimi piccoli paesi che, a loro volta, dovettero sospendere i servizi ai cittadini ed aumentare le tasse. Il sindaco capitalista del piccolo paese però era felicissimo, ormai nemmeno sapeva cosa farsene di tutti quei soldi, ma a lui piaceva possederli, si sentiva potente e forte.
Gli abitanti di tutti i piccoli paesi confinanti però stavano pian piano comprendendo la protesta degli ospiti della piccola baita e cominciavano anche ad esser disperati perché per cercare il tesoro erano arrivati a pagare tasse altissime e molti non arrivavano a fine mese.
Negli anni a venire la protesta si fece dunque sempre più grande, tutti gli abitanti di tutti i piccoli paesi esistenti erano ormai dalla parte degli ospiti della piccola baita. Anzi, erano diventati a loro volta ospiti della piccola baita. Per tutti i sindaci di tutti i piccoli paesi era ormai difficilissimo mantenere il controllo della situazione, tutti gli abitanti erano in rivolta e per loro era il caos.
Anche alcuni militari, che ormai non venivano nemmeno più pagati per il servizio che prestavano, cominciavano a porsi dalla parte degli ospiti della piccola baita e qualcuno di loro diventò anch'esso un ospite della piccola baita. Ma i giornali, pagati coi soldi dell'ormai ricchissimo sindaco capitalista del piccolo paese, continuavano a parlare di lavori che proseguivano e paragonava le proteste degli ospiti della piccola baita ad atti di terrorismo. Certo, nel piccolo paese ormai era divenuto fuori legge anche solo aprire un libro per studiare, quindi era davvero facile passare per terroristi.
Un giorno, tutti gli abitanti di tutti i piccoli paesi, affamati ed in cerca di diritti, decisero di raggiungere il sindaco capitalista del piccolo paese per esiliarlo e ristabilire la pace nella zona. Giunti al suo ufficio però non credettero ai loro occhi: una stanza piena di montagne di denaro, banconote ovunque, tutto era fatto di banconote e monete: i tavoli, le sedie, i quadri, i fogli... Nel piccolo bagno dell'ufficio del sindaco capitalista del piccolo paese anche la carta igienica era fatta di banconote di grosso taglio. Ma del sindaco capitalista nessuna traccia.
Lo trovarono tempo dopo, mentre raccoglievano tutte le ricchezze per distribuirle a tutti gli abitanti di tutti i piccoli paesi: era ormai senza vita, affogato sotto una montagna costruita coi suoi stessi soldi, quelli che aveva sottratto a tutti i piccoli paesi confinanti. Ne aveva raccolti così tanti da perderne il controllo e così morì sommerso dalla propria avidità e dal proprio egoismo.
Il piccolo paese distribuì equamente tutti i soldi, così tutti i piccoli paesi confinanti si stabilizzarono, i militari poterono tornare dalle loro famiglie, il piccolo paese riottenne l'accesso alla centrale elettrica ed al piccolo museo e costruirono insieme un nuovo piccolo paese in cui vigeva la legge dell'amore, della fratellanza, della libertà e dell'uguaglianza.
E la famiglia della piccola baita? Continuò a vivere serena in mezzo ai boschi, ospitando ogni giorno decine di amici. Il fantomatico tesoro non venne più cercato. Mai più.
sabato 15 ottobre 2011
Giornata della rabbia: perché non sono in piazza
Sono costretto a scrivere queste parole con l'amaro in bocca, perché davvero ci tenevo tanto a partecipare a questa manifestazione, ma alcuni imprevisti e problemi me l'hanno impedito.
Innanzitutto il costo, che era accettabile, poi è salito, poi è ri-sceso, ma ormai avevo preso impegni (in parte sempre relativi alla manifestazione)...
Inoltre, se devo spendere dei soldi, dato che ce n'è pochi, vorrei farlo con intelligenza. In cosa si trasformerà questa rivolta? Sarà un altro 14 Dicembre di scontri, massacri, paura e fughe? In questo caso non voglio farne parte, perché in quell'occasione fui fra i pochi a rimanere sino alla fine, quando cercavamo di star dalla parte di alcuni studenti medi braccati da Carabinieri che si vantavano di come avevano picchiato giovani ed anziani pochi istanti prima. E cosa ne conseguì? Un sacco di danni alla città per vedere, dal giorno successivo, scemare una rabbia ed una indignazione che, sfruttata nel modo giusto, avrebbe permesso la presa del Senato nel giro di un paio d'ore.
Ci saranno scontri oggi, è prevedibilissimo, personalmente temo un altro Giuliani, Ma per cosa? Per mantenere le piazze, occupare le strade ad oltranza ed invadere Montecitorio; solo così ci sto, altrimenti è inutile rischiare un altro arresto, spendere soldi, tempo e fatica. Servono idee chiare, spirito di sacrificio e determinazione: se si vuole prendere la piazza bisogna farlo con tenda, coperta e sacco a pelo, non bisogna smuoversi dal punto che si è deciso di occupare e bisogna studiare insieme una strategia di lavoro per ottenere il maggior impatto mediatico possibile e raggiungere il maggior numero di obiettivi limitando la violenza all'indispensabile.
Se Roma, dopo la giornata di oggi, rimarrà occupata, io raggiungerò i compagni.
Innanzitutto il costo, che era accettabile, poi è salito, poi è ri-sceso, ma ormai avevo preso impegni (in parte sempre relativi alla manifestazione)...
Inoltre, se devo spendere dei soldi, dato che ce n'è pochi, vorrei farlo con intelligenza. In cosa si trasformerà questa rivolta? Sarà un altro 14 Dicembre di scontri, massacri, paura e fughe? In questo caso non voglio farne parte, perché in quell'occasione fui fra i pochi a rimanere sino alla fine, quando cercavamo di star dalla parte di alcuni studenti medi braccati da Carabinieri che si vantavano di come avevano picchiato giovani ed anziani pochi istanti prima. E cosa ne conseguì? Un sacco di danni alla città per vedere, dal giorno successivo, scemare una rabbia ed una indignazione che, sfruttata nel modo giusto, avrebbe permesso la presa del Senato nel giro di un paio d'ore.
Ci saranno scontri oggi, è prevedibilissimo, personalmente temo un altro Giuliani, Ma per cosa? Per mantenere le piazze, occupare le strade ad oltranza ed invadere Montecitorio; solo così ci sto, altrimenti è inutile rischiare un altro arresto, spendere soldi, tempo e fatica. Servono idee chiare, spirito di sacrificio e determinazione: se si vuole prendere la piazza bisogna farlo con tenda, coperta e sacco a pelo, non bisogna smuoversi dal punto che si è deciso di occupare e bisogna studiare insieme una strategia di lavoro per ottenere il maggior impatto mediatico possibile e raggiungere il maggior numero di obiettivi limitando la violenza all'indispensabile.
Se Roma, dopo la giornata di oggi, rimarrà occupata, io raggiungerò i compagni.
giovedì 13 ottobre 2011
Voi dareste fiducia ad un mafioso?
Non voglio entrare nel merito politico della vicenda di qualche giorno fa, ho già spiegato i fatti qui e su Facebook ho dato ragione a Berlusconi che parla di errore tecnico perché, parliamoci chiaro, il peggio (IL PEGGIO) che possa succedere con un nuovo voto di fiducia sarebbero 314 voti per la maggioranza e 293 per gli avversari (a cui non voglio affibbiare il nome di "opposizione"). Il titolo che ho scelto per questo articolo altro non è che il testo di un cartellone che portai a Roma lo scorso 14 Dicembre.
Questo perché si corre il rischio, come accennato, di veder porre alla Camera un nuovo voto di fiducia per tentare di dare una spallata al Governo. Se ciò venisse fatto prima di Sabato sarebbe il caos: Berlusconi vincerebbe e le piazze, già in rivolta il giorno 15 per la giornata della rabbia (mobilitazione mondiale da gli USA all'Europa tutta), esploderebbero. Nulla vieta il fatto che questo verbo possa divenire qualcosa di diverso da una metafora.
I cosiddetti indignati si preparano oggi ad una nuova notte in tenda, in via Nazionale, si parla di 970 pullman da tutta Italia (dato non verificato) che Sabato mattina fermerebbero le gomme sul suolo romano, movimenti di tutti i tipi e sindacati di base pronti ad invadere la Capitale, SEL, IDV e PD decisi a fiancheggiare i manifestanti (purtroppo, aggiungerei).
Dunque una domanda: Chi di noi darebbe fiducia ad un mafioso? Qualcuno ora commenterà che Berlusconi non ha alcuna condanna per Mafia, che io sono in malafede, che sono di parte (embè?) etc... A costoro rispondo con tale video e chiedo di ignorare gli ultimi secondi, in cui parla una voce fuori campo che non mi rappresenta.
Silvio Berlusconi difende a gran voce due soggetti non indifferenti dunque, Dell'Utri e Mangano, ammettendo di averci avuto spesso a che fare in passato e di avere con loro un rapporto di amicizia. Ecco, al contrario di quanto sostenga il Presidente però, Marcello Dell'Utri è stato condannato a sette anni di carcere in primo e secondo grado dal Tribunale di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa rispettivamente nel 2004 e nel 2009.
Non solo! Oltre a proteggere tale mafioso, riesce anche a schierarsi dalla parte di Vittorio Mangano, sostenendo (programma Ominubus, su La7, 9 Aprile 2008) la tesi di Dell'Utri secondo cui una delle "teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia" (così lo definì Falcone) sarebbe un eroe.
Come non bastasse Silvio Berlusconi è stato per anni a capo del partito politico fondato da Marcello Dell'Utri, Forza Italia, sostenendo cui il suo lavoro ed anche le sue malefatte. È evidente che un uomo così vicino a Cosa Nostra e così deciso a proteggerne i membri abbia degli scheletri nell'armadio o abbia, per lo meno, interessi personali che lo leghino alla Mafia.
Dunque, come lo scorso Dicembre, torno a domandare, voi dareste fiducia ad un mafioso? Undici mesi fa risposero di sì...
Questo perché si corre il rischio, come accennato, di veder porre alla Camera un nuovo voto di fiducia per tentare di dare una spallata al Governo. Se ciò venisse fatto prima di Sabato sarebbe il caos: Berlusconi vincerebbe e le piazze, già in rivolta il giorno 15 per la giornata della rabbia (mobilitazione mondiale da gli USA all'Europa tutta), esploderebbero. Nulla vieta il fatto che questo verbo possa divenire qualcosa di diverso da una metafora.
I cosiddetti indignati si preparano oggi ad una nuova notte in tenda, in via Nazionale, si parla di 970 pullman da tutta Italia (dato non verificato) che Sabato mattina fermerebbero le gomme sul suolo romano, movimenti di tutti i tipi e sindacati di base pronti ad invadere la Capitale, SEL, IDV e PD decisi a fiancheggiare i manifestanti (purtroppo, aggiungerei).
Dunque una domanda: Chi di noi darebbe fiducia ad un mafioso? Qualcuno ora commenterà che Berlusconi non ha alcuna condanna per Mafia, che io sono in malafede, che sono di parte (embè?) etc... A costoro rispondo con tale video e chiedo di ignorare gli ultimi secondi, in cui parla una voce fuori campo che non mi rappresenta.
Silvio Berlusconi difende a gran voce due soggetti non indifferenti dunque, Dell'Utri e Mangano, ammettendo di averci avuto spesso a che fare in passato e di avere con loro un rapporto di amicizia. Ecco, al contrario di quanto sostenga il Presidente però, Marcello Dell'Utri è stato condannato a sette anni di carcere in primo e secondo grado dal Tribunale di Palermo per concorso esterno in associazione mafiosa rispettivamente nel 2004 e nel 2009.
Non solo! Oltre a proteggere tale mafioso, riesce anche a schierarsi dalla parte di Vittorio Mangano, sostenendo (programma Ominubus, su La7, 9 Aprile 2008) la tesi di Dell'Utri secondo cui una delle "teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia" (così lo definì Falcone) sarebbe un eroe.
Come non bastasse Silvio Berlusconi è stato per anni a capo del partito politico fondato da Marcello Dell'Utri, Forza Italia, sostenendo cui il suo lavoro ed anche le sue malefatte. È evidente che un uomo così vicino a Cosa Nostra e così deciso a proteggerne i membri abbia degli scheletri nell'armadio o abbia, per lo meno, interessi personali che lo leghino alla Mafia.
Dunque, come lo scorso Dicembre, torno a domandare, voi dareste fiducia ad un mafioso? Undici mesi fa risposero di sì...
venerdì 30 settembre 2011
Lunedì prossimo la sentenza per i fatti di Arcore
Domenica 6 Febbraio il Popolo Viola organizzava una manifestazione contro il Presidente Silvio Berlusconi ad Arcore, presso la sua residenza. Per problemi di numeri, così almeno è stato dichiarato, la protesta è stata poi spostata innanzi al Municipio.
L'idea non è piaciuta ai più, in poco tempo è quindi nato un corteo spontaneo che ha tentato di raggiungere Villa San Martino senza però riuscirci a causa delle Forze dell'Ordine che l'hanno impedito.
Qualche ora dopo un gruppo di manifestanti si è spostato in direzione della stazione ed ha occupato pacificamente un incrocio, serenamente, comunicando coi passanti e gli automobilisti. Qui son partire le cariche della Polizia che hanno arrestato me e Giacomo, senza motivo, senza che stessimo svolgendo alcun atto violento o vandalico, nel frattempo molti ragazzi sono stati manganellati nonostante fossero tutti in fila con le mani alzate in segno di innocuità.
Diverse ore dopo, fra le 22 e le 23, è stato deciso di accusarci di resistenza a pubblico ufficiale. Il giorno successivo, dopo una notte in cella, c'è stato il processo per direttissima durante il quale sono stati convalidati gli arresti, il 22 Marzo una balzana udienza per l'ascolto dei testimoni (Digos e Polizia) e Lunedì 3 Ottobre ci sarà la sentenza.
A presto per gli aggiornamenti!
L'idea non è piaciuta ai più, in poco tempo è quindi nato un corteo spontaneo che ha tentato di raggiungere Villa San Martino senza però riuscirci a causa delle Forze dell'Ordine che l'hanno impedito.
Qualche ora dopo un gruppo di manifestanti si è spostato in direzione della stazione ed ha occupato pacificamente un incrocio, serenamente, comunicando coi passanti e gli automobilisti. Qui son partire le cariche della Polizia che hanno arrestato me e Giacomo, senza motivo, senza che stessimo svolgendo alcun atto violento o vandalico, nel frattempo molti ragazzi sono stati manganellati nonostante fossero tutti in fila con le mani alzate in segno di innocuità.
Diverse ore dopo, fra le 22 e le 23, è stato deciso di accusarci di resistenza a pubblico ufficiale. Il giorno successivo, dopo una notte in cella, c'è stato il processo per direttissima durante il quale sono stati convalidati gli arresti, il 22 Marzo una balzana udienza per l'ascolto dei testimoni (Digos e Polizia) e Lunedì 3 Ottobre ci sarà la sentenza.
A presto per gli aggiornamenti!
mercoledì 14 settembre 2011
sabato 3 settembre 2011
Sette giorni per tornare alle origini...
Arrivato a Canicattì il Mercoledì sera mi aspettavo di fissare il rientro per Sabato, massimo Domenica, appena dopo il matrimonio di Ester per cui avevo raggiunto la punta dello stivale. Ovviamente il tutto è andato diversamente, come ogni volta che mi impegno a programmare qualcosa, dunque mi sono trattenuto per sette giorni.
Andiamo per ordine. Ester è mia cugina, una bellissima cugina col viso da bambolina che gentilmente mi ha invitato al proprio matrimonio da favola. "Da favola" perché certe cose le avevo viste solo nelle storie che leggevo da bambino... Suo marito, Salvatore, anch'esso un bel ragazzo, l'ho conosciuto la sera del mio arrivo (se non vado errando) e mi ha fatto una buona impressione.
Sempre quella sera ho conosciuto anche un cugino francese che vive a Parigi, Alessandro, con cui mi sono trovato subito in sintonia e con cui ho passato la maggior parte del tempo divertendomi alla stragrande ed imparando un sacco di cose nuove; spero che per lui sia stato lo stesso. Alessandro è una delle (decine di) persone conosciute questa estate con cui non intendo interrompere i rapporti, anche se dovremmo impegnarci a bere e fumare di meno quando stiamo insieme. Ale deve ancora imparare a fare il caffè. Quello vero! :D
Le persone degne di nota conosciute in questa vacanza sono davvero tante, ma ovviamente non le scriverò tutte considerando anche che mi sono svegliato tipo un'ora fa quindi voglia zero, ma non posso evitare di scrivere di Jasmine (si legge "Iasmìn", brutti ignoranti!). La cuginetta è molto carina e piena di ragazzini che le ronzano attorno, ma è anche una ragazza intelligente e con la testa sulle spalle. Ha aiutato me e Ale a non perdere la testa in diverse occasioni, mentre in altre ce l'ha fatta perdere lei... Oltre alla pazienza...
Finite le presentazioni principali stendiamo poche parole sul matrimonio: credo che mai più vedrò uno spettacolo simile! Non saprei descriverlo in breve effettivamente... Un luogo, anzi, una location (cit.) fantastica, una quantità (e qualità) di cibo senza eguali, un'atmosfera magica, un divertimento assoluto! Soprattutto un matrimonio giovane, tutt'altro che noioso, adatto a tutti.
Per il resto mi sono divertito ogni giorno grazie alle persone con cui ho passato del tempo e debbo ringraziare tutti per l'ospitalità degna dei veri terroni :)
Andiamo per ordine. Ester è mia cugina, una bellissima cugina col viso da bambolina che gentilmente mi ha invitato al proprio matrimonio da favola. "Da favola" perché certe cose le avevo viste solo nelle storie che leggevo da bambino... Suo marito, Salvatore, anch'esso un bel ragazzo, l'ho conosciuto la sera del mio arrivo (se non vado errando) e mi ha fatto una buona impressione.
Sempre quella sera ho conosciuto anche un cugino francese che vive a Parigi, Alessandro, con cui mi sono trovato subito in sintonia e con cui ho passato la maggior parte del tempo divertendomi alla stragrande ed imparando un sacco di cose nuove; spero che per lui sia stato lo stesso. Alessandro è una delle (decine di) persone conosciute questa estate con cui non intendo interrompere i rapporti, anche se dovremmo impegnarci a bere e fumare di meno quando stiamo insieme. Ale deve ancora imparare a fare il caffè. Quello vero! :D
Le persone degne di nota conosciute in questa vacanza sono davvero tante, ma ovviamente non le scriverò tutte considerando anche che mi sono svegliato tipo un'ora fa quindi voglia zero, ma non posso evitare di scrivere di Jasmine (si legge "Iasmìn", brutti ignoranti!). La cuginetta è molto carina e piena di ragazzini che le ronzano attorno, ma è anche una ragazza intelligente e con la testa sulle spalle. Ha aiutato me e Ale a non perdere la testa in diverse occasioni, mentre in altre ce l'ha fatta perdere lei... Oltre alla pazienza...
Finite le presentazioni principali stendiamo poche parole sul matrimonio: credo che mai più vedrò uno spettacolo simile! Non saprei descriverlo in breve effettivamente... Un luogo, anzi, una location (cit.) fantastica, una quantità (e qualità) di cibo senza eguali, un'atmosfera magica, un divertimento assoluto! Soprattutto un matrimonio giovane, tutt'altro che noioso, adatto a tutti.
Per il resto mi sono divertito ogni giorno grazie alle persone con cui ho passato del tempo e debbo ringraziare tutti per l'ospitalità degna dei veri terroni :)
lunedì 15 agosto 2011
Il dono dell'ubiquità
Secondo Massimo Numa, noto giornalista (parolone!) de "La Stampa", il sottoscritto sarebbe in grado di trovarsi in più posti, anche molto lontani, contemporaneamente. Devo ammettere che mi piacerebbe avere poteri simili, ma per ora mantengo i normali limiti di tutti i comuni esseri umani.
L'articolo in questione risale ad oggi, 15 Agosto 2011 e si può trovare qui. L'autore trascrive esplicitamente il nome di due ragazze piemontesi molto attive e pacifiche, che spesso si sono distinte appunto per i loro tentativi di comunicazione verbale con le Forze del cosiddetto Ordine; dopodiché, fra le ultime righe, compaiono anche il mio nome ed il mio cognome, con tanto di indicazioni circa la mia funzione all'interno del movimento:
Tutti ben sanno che io, seppur con grande tristezza (causata da una lunga serie di motivi), ho lasciato il campeggio chiomontino lo scorso venerdì, percorrendo le solite linee Chiomonte-Torino, Torino-Milano. Lo testimonia anche Facebook.
Ecco l'ennesima dimostrazione dell'attendibilità della stampa italiana; dopo le evidenti pressioni ricevute dalla Digos direttamente in Valle la scorsa settimana, il mio nome finisce su un giornale leggibile online in tutta Italia (e pure all'estero) riportando una grandissima menzogna che potrebbe provocare anche delle ripercussioni nella mia sfera sociale: nel caso io ieri sera avessi rinunciato a qualche impegno cosa penserebbe di me ora la gente coinvolta? Ora si vedrà come reagire, fatto sta che questo non può essere chiamato "giornalismo".
L'articolo in questione risale ad oggi, 15 Agosto 2011 e si può trovare qui. L'autore trascrive esplicitamente il nome di due ragazze piemontesi molto attive e pacifiche, che spesso si sono distinte appunto per i loro tentativi di comunicazione verbale con le Forze del cosiddetto Ordine; dopodiché, fra le ultime righe, compaiono anche il mio nome ed il mio cognome, con tanto di indicazioni circa la mia funzione all'interno del movimento:
Ieri infine Digos e carabinieri dei Cacciatori di Calabria hanno bloccato una quarantina di attivisti, guidati da Simone Cavalcanti, un lodigiano in Val Susa da mesi, ormai esperto di sentieri e postazioni. Quasi tutti residenti fuori dal Piemonte. Tra questi, alcuni soggetti con precedenti di polizia per scontri di piazza avvenuti in tutta Italia.I fatti si riferiscono alla sera prima, 14 Agosto 2011 dunque, ma come è possibile che io fossi in Valle a guidare i NOTAV se mi trovavo a S.Angelo Lodigiano? In via Mazzini per l'esattezza. Com'è possibile che ieri sera io abbia dialogato, giocato, scherzato, bevuto e mangiato in compagnia di gente che si trovava a S.Angelo?
Tutti ben sanno che io, seppur con grande tristezza (causata da una lunga serie di motivi), ho lasciato il campeggio chiomontino lo scorso venerdì, percorrendo le solite linee Chiomonte-Torino, Torino-Milano. Lo testimonia anche Facebook.
Ecco l'ennesima dimostrazione dell'attendibilità della stampa italiana; dopo le evidenti pressioni ricevute dalla Digos direttamente in Valle la scorsa settimana, il mio nome finisce su un giornale leggibile online in tutta Italia (e pure all'estero) riportando una grandissima menzogna che potrebbe provocare anche delle ripercussioni nella mia sfera sociale: nel caso io ieri sera avessi rinunciato a qualche impegno cosa penserebbe di me ora la gente coinvolta? Ora si vedrà come reagire, fatto sta che questo non può essere chiamato "giornalismo".
giovedì 11 agosto 2011
Cavalcanti! Vieni qua! Documenti!
Questa mattina mi sono alzato molto tardi; non che avessi sonno, ho forzato molto la mia permanenza in tenda, ma ero scazzato perché questa notte sono andato a nanna dopo un'assemblea spontanea che ha prodotto molte conclusioni su cui meditare parecchio.
Lavatomi i denti ho mangiato due fette biscottate ed ho conosciuto Carla ed Alfio, con cui, anche in compagnia di Paola, ci siamo diretti alla Baita. Il percorso non è difficile, in un quarto quarto d'ora, massimo venti minuti, si giunge facilmente a destinazione e si ammirano sia gli splendidi paesaggi della Valle, sia la natura semi-incontaminata dei boschi. Il "semi" è dovuto, visto e considerato tutto ciò che ha prodotto la militarizzazione dell'area.
Arrivati alle spalle del Museo Archelogico (Occupato dalle Forze dell'Ordine), oltre ai bei ricordi hanno cominciato a riaffiorare le solite scritte SI TAV probabilmente realizzate dagli sbirri. Una di noi ha cominciato a coprirle con un pennarello. In quel momento sento alle mie spalle: "Cavalcanti! Vieni qua! Documenti!". Eccoti spuntare il solito digossino che ormai mi cura ovunque vada con la sua faccia antipatica ed i suoi modi saccenti, minacciando la ragazza di denunciarla per imbrattamento (chissà se l'han fatto davvero)...
Ci han tenuti fermi quaranta minuti, portando via i nostri documenti per i soliti "controlli di Polizia", così li definiscono. Ovviamente quando mi hanno restituito la carta di identità questa non era più nel suo involucro, perché evidentemente non si sono accorti che essendo trasparente si può leggere attraverso... Il tutto è stato ovviamente accompagnato dalle classiche riprese video della Polizia Scientifica.
Ancora mi chiedo per quale motivo mi chiedano i documenti tutti i giorni. Mica cambiano, son sempre gli stessi... Successivamente siamo riusciti ad arrivare a destinazione, abbiamo girato un po', conosciuto persone e cose... Ma di questo parlerò in un altro articolo.
Lavatomi i denti ho mangiato due fette biscottate ed ho conosciuto Carla ed Alfio, con cui, anche in compagnia di Paola, ci siamo diretti alla Baita. Il percorso non è difficile, in un quarto quarto d'ora, massimo venti minuti, si giunge facilmente a destinazione e si ammirano sia gli splendidi paesaggi della Valle, sia la natura semi-incontaminata dei boschi. Il "semi" è dovuto, visto e considerato tutto ciò che ha prodotto la militarizzazione dell'area.
Arrivati alle spalle del Museo Archelogico (Occupato dalle Forze dell'Ordine), oltre ai bei ricordi hanno cominciato a riaffiorare le solite scritte SI TAV probabilmente realizzate dagli sbirri. Una di noi ha cominciato a coprirle con un pennarello. In quel momento sento alle mie spalle: "Cavalcanti! Vieni qua! Documenti!". Eccoti spuntare il solito digossino che ormai mi cura ovunque vada con la sua faccia antipatica ed i suoi modi saccenti, minacciando la ragazza di denunciarla per imbrattamento (chissà se l'han fatto davvero)...
Ci han tenuti fermi quaranta minuti, portando via i nostri documenti per i soliti "controlli di Polizia", così li definiscono. Ovviamente quando mi hanno restituito la carta di identità questa non era più nel suo involucro, perché evidentemente non si sono accorti che essendo trasparente si può leggere attraverso... Il tutto è stato ovviamente accompagnato dalle classiche riprese video della Polizia Scientifica.
Ancora mi chiedo per quale motivo mi chiedano i documenti tutti i giorni. Mica cambiano, son sempre gli stessi... Successivamente siamo riusciti ad arrivare a destinazione, abbiamo girato un po', conosciuto persone e cose... Ma di questo parlerò in un altro articolo.
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