giovedì 9 aprile 2009

C'era una volta... Tutto quello che non sai e che non ti interessa nemmeno sapere :P

Questa è la storia di un bravissimo ragazzo, tanto meritevole quanto sfigato... Era Ottobre, un autunno cupo, freddo, come al solito insomma... 2006, 17 anni, un discreto rendimento scolastico e una gran vita sociale: sì, molta.


Il ragazzo bazzicava per lo più sotto i portici delle case popolari della zona Sud della città in cui viveva, fra la gente con cui gli piaceva passare le giornate c'era Muu?, c'era il marug...Cisco, ogni tanto, di sera, le Popò, c'era il Simo, il Deca, il Gallo... Ed ovviamente tutta la gente che girava da quelle parti... Non aveva proprio dialogo con le persone delle Vigne, per motivi scaturiti molto tempo addietro. Viveva bene, si divertiva, giocava, cazzeggiava, fumava, perdeva le serate a fare una mazza, era contento... Ogni tanto trovava pure qualche lavoretto da fare con Ale, un caro amico che gli ha insegnato tanto sul mondo del lavoro. Ma ora mi sono rotto il cazzo di parlare in terza persona, quindi cambiamo!

Era Ottobre dicevo, un Giovedì per la precisione. Ero nell'aula 42 a fare la verifica di inglese con la prof Fontana, che tra l'altro era (ed è ancora adesso) la vice preside delle degl'istituto, quando consegno il mio foglio e chiedo di potermi recare ai servizi. Qui faccio i miei bisogni, quindi faccio per uscire quando un tizio pelato, coi pantaloni larghi e la faccia da fattone passa di lì e, rivolgendosi a me come fossi suo fratello, mi dice che a scuola ci sono gli sbirri. All'IPSIA sapevan tutti chi ero, come buona parte di quegli studenti anche io andavo sempre in giro con qualcosa da fumare in tasca e quel giorno "il qualcosa" era parecchio... Non lo conoscevo, poteva essere chiunque per me, magari il suo intento era solo farmi lasciare la roba in bagno e fottersela, ma a me non piace farmi fottere, non dagli uomini per lo meno :P

Ho quindi deciso di fregarmene e tornare in classe, senza farmi nemmeno troppe paranoie... Appena seduto al mio posto ho iniziato a farmi i fatti miei, buono buono, quando ad un certo punto bussano alla porta ed entra un grosso tipo col pizzetto che, avvicinandosi alla professoressa, ha sfilato dalla tasca il distintivo ed ha pronunciato parole simili a queste: "Salve signora, siamo della Finanza, siam qui solo per un controllo". La Fontana pareva sorpresa, come se non se lo aspettasse, ma penso che fingesse, lei doveva saperlo... La classe ha iniziato a movimentarsi, innervosirsi, quindi lo sbirro ha gentilmente chiesto di stare calmi, che si trattava solo di un controllo e non c'era nulla di cui preoccuparsi. Certo, nulla di cui preoccuparsi... Ho fatti scivolare il materiale pericoloso sotto il calorifero, la finestra era chiusa. Siamo stati invitati ad uscire ordinatamente dall'aula, in fila indiana, accanto alla porta un pastore tedesco ci odorava attentamente uno ad uno, mentre passavamo di lì... Una volta fermi in corridoio un paio di sbirri con lo stesso cane di prima sono entrati in aula e l'animale ha iniziato ad odorare tutti gli zaini, dopo pochi minuti sono usciti i due stronzi chiedendo chi fosse seduto vicino al calorifero. È stato un trauma.

Potevo fare lo stronzo, non ero seduto solo io lì, ma ho preferito comportarmi correttamente: prima che chiunque potesse fiatare mi sono fatto avanti e ho detto che quello era il mio posto. Mi sentivo di merda, anzi, ero nella merda! Siamo entrati io, il cane e i due soliti sbirri, mi hanno fatto sedere al banco incriminato appoggiandomi davanti i due pezzi di fumello. Ovviamente mi hanno subito chiesto se era mio, tremavo, non sapevo cosa dire, ho risposto di no. Non ero per niente credibile e lo sapevo bene, hanno iniziato a fare gli insistenti dicendomi che tanto avrebbero scoperto di chi era, che era meglio che collaborassi etc... Mi stavano sul cazzo. Ho ceduto quasi immediatamente, che altro potevo fare? Ho spiegato che era mio, che non lo vendevo, lo fumavo da solo. Han detto che avrebbero dovuto perquisirmi perchè sospettavano che potessi avere dell'altro, stronzi. Mi han portato fuori, nel frattempo era iniziato l'intervallo, il più lungo della mia vita. Han preso loro zaino e marsupio, ci siamo messi intorno alla cattedra della bidelle(?) là fuori, dove ancora quasi tutti i miei compagni stavano aspettando che uscissi per capire cosa stesse succedendo. Han svuotato lo zaino, quindi il marsupio, mi han chiesto il portafogli ed hanno svuotato anche quello, si sono presi le miei cartine nuove che avevo comprato quel mattino, non potevano farlo, ma non ero nella condizione di potermi lamentare. Quando mi han chiesto il portafogli ho detto, porgendoglielo: "Tenga, lo controlli pure". Lo sbirro, incazzatissimo, mi ha risposto: "Certo che controllo!". Vaffanculo stronzo.

In quel momento arrivano altri sbirri portando dei ragazzi, controllano anche i loro zaini, ma niente, solo dei posacenere che sapevano di ganja, non abbastanza per trattenerli, quindi han potuto continuare a godersi la giornata. Ci siamo dunque spostati nell''aula 26, al piano di sotto.

C'erano otto sbirri all'interno, il cane ed un ragazzo a cui avevano beccato due grammi di nero. A me non piace il nero. Non hanno nemmeno chiamato i genitori del tizio, volevano tenersi la sua roba, era poco, bastava non far trapelare troppo la faccenda... Il tizio che l'ha pesata l'ha poi avvicinata al naso esprimendo immediatamente dopo un sorriso da fottuto bastardo: "Senti che buono, era un po' che non ne trovavo di così buono da queste parti!". La rabbia cresceva di continuo insieme alla paura.

Mi han fatto sedere due banchi più avanti rispetto all'altro ragazzo. In tre mi hanno attorniato, è evidente che o intendevano spaventarmi oppure non sanno come si comunica con una ragazzo appena finito nella merda. Io sospetto la prima, i voti sono aperti... Hanno tirato fuori ancora la mia roba, appoggiandola sul banco ed sono ricominciate le domande. Mi han chiesto chi me l'aveva venduto, se il solito marocchino di Milano o, stranamente, una persona che conoscevo. Facevano anche i simpatici... Ho cercato di non fare il banale, ma allo stesso tempo sapevo che si rendevano benissimo conto che stavo dicendo boiate, e le stavo dicendo anche male. Ho raccontato che me l'ha venduto un tipo al Vul, qualche giorno prima, era italiano, coi capelli lunghi, scuri e lisci, non lo conoscevo, gli ho chiesto il fumo e lui me l'ha dato, basta. Quando mi hanno chiesto se sarei stato in grado di riconoscerlo ho detto di sì, senza pensarci... La fortuna vuole che la settimana precedente a quella ero uscito un paio d'ore prima, non ricordo il giorno preciso ora, quindi ho potuto dare anche una data all'accaduto, cosa che però mi ha aggiunto casotti a casa, ma fa nulla. Insistevano a dire che io spacciassi, che ne avevo altra a casa, di dire tutto perchè ero già abbastanza inguaiato. Ad un tratto un ciccione bastardo tira un pugno al banco e mi urla di dirgli quanto e dove ne avevo a casa, che dovevo muovermi e non far perder loro del tempo. Era irritante, mi spaventava, urlava, imprecava... Poi si è allontanato. L'altro tizio mi ha chiesto ancora se ero sicuro di non spacciare, nel frattempo pesavano... Sei grammi e mezzo netti, li avevo comprati tre giorni prima e ci avevo fatto solo due rotoli. Mi hanno chiesto perchè avevo due pezzi divisi, secondo loro uno era mio e l'altro lo spacciavo.

Qualche anno fa quella quantità di fumo non avrebbe fatto scalpore, ma da pochi mesi c'era un decreto che stabiliva due cose fondamentali in cui la mia situazione si rispecchiava pienamente:
- se il fumo è diviso in due o più parti il reato è quello di spaccio;
- se la quantità superava i cinque frammi il reato è quello di spaccio;
Che culo eh! Proprio il momento giusto per farmi sgamare...

Tornando a noi, hanno concluso, fra di loro, che io spacciavo, ma solo con gli amici, nessun grosso giro. Eran fuori... Mi han detto di chiamare un genitore e farlo venire lì, perchè ero minorenne quindi erano obbligati ad avvertire il genitori. Ho chiamato mio padre, gli ho detto di venire a scuola perchè mi avevano sgamato col fumo, mi ha chiesto perchè avessi quelle cose in tasca, stavo balbettando, quel gran vaccone del pulotto mi ha tolto il telefono di mano ed ha spiegato la situazione a mio padre che è corso quindi da noi. Non c'è bisogno che vi spieghi poi che culo mi hanno fatto a casa, mio padre non mi ha parlato per qualche giorno, mia mamma era disperata... Alla fine mi hanno fatto uscire con mio padre, dopo avermi rotto il cazzo pure davanti a lui, gli hanno detto che di solito i giovani si mettono a fumare perchè han qualche problema, perchè sono insicuri. Però ritenevano che potevo cambiare perchè loro mi avevano preso in tempo e potevo ancora farmi una vita come si deve.

Ma queste cose gliele insegnano o escono loro così al momento? No perchè a me pare assurdo che riescano a mentire in questo modo alla gente...

Volevano che vedessi uno psicologo e che facessi riabilitazione (ma per chi mi avete preso?), la seconda non l'ho fatto, anche perchè c'era ben poco da riabilitare... Mio padre è dunque tornato a lavorare, io son dovuto tornare in classe. Prima però son passato in presidenza, dove mi hanno restituito il cellulare che il giorno prima mi era stato ritirato. Appena acceso mi è arrivato un messaggio: era il Cisco che mi avvertiva della finanza. Bestemmie. Arrivo alla lezione del Terruzza, non me la ricordo, avevo altro a cui pensare. Se avessi avuto il mio telefono quel giorno! Il messaggio era arrivato prima delle nove cazzo! Mi è andata proprio male.

Potrebbe non sembrare, ma questa esperienza mi ha molto fatto soffrire e ne risento ancora adesso, quando ci penso sto male, soprattutto quando mi rendo conto che tutto ciò è dato dal desiderio di ricchezza dei potenti... Porca troia!

Uscito da scuola ho fatto la strada col Cisco, gli ho raccontato come erano andate le cose, gli ho mostrato il foglio che mi era stato rilasciato, il rapporto. Ho chiamato il Gallo e Muu? dicendo loro che dovevamo parlare. Muu? ha fatto il pirla ed ha detto che o gli spiegavo prima al telefono o non si sbatteva per prendere il mio stesso pullman, quindi dato che ci tenevo non gli ho detto niente XD

Ero depresso. Stavo male e non ho fumato per tre mesi, più che altro perchè minacciavano di farmi gli esami delle urine, volevo si calmassero le acque... Ho ripreso il 27 Dicembre. La storia poi si è prolungata fino all'Aprile successivo fra sbirri a casa, questura, finanza, prefettura e psicologa a cui ho promesso che non avrei più fumato.

Questo è quanto. Non credo ci sia altro, a meno che qualcuno non faccia domande. Solo un grazie a tutti gli amici che mi sono stati vicini in quei momenti. Un saluto, vado a rollarmi uno spinello... ;)

1 commento:

Il Massimo ha detto...

Buoa Pasqua a te e famiglia.